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Pescara, 11/04/2026
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24/03/2012
La Repubblica
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Amt regionale, è scontro sui posti di lavoro. Via libera all'azienda unica in Liguria, ma la giunta regionale si spacca sulle esternalizzazioni |
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LA GIUNTA regionale ieri mattina ha compiuto il passo decisivo verso la nascita (che avverrà con un bando di gara nel 2013) dell'azienda unica regionale per il trasporto pubblico, destinata a sostituire le attuali ex municipalizzate come Amt e le aziende provinciali. Ma non solo. Potrà gestire tanto la "gomma", vale a dire gli autobus urbani ed extraurbani, quanto il "ferro", cioè i treni che fanno servizio all'interno dei confini liguri. Soprattutto la nuova azienda, per coniugare l'esigenza di mobilità dei cittadini con la riduzione dei costi, potrà affidare ad altri soggetti pezzi di trasporto pubblico. In quale quota? L'assessore ai trasporti Enrico Vesco nel testo di legge che ha portato all'esame della giunta aveva previsto un tetto massimo di "subaffidi" nella misura del 5 per cento dei chilometri percorsi annualmente dal servizio pubblico. Ma il presidente Burlando e gli altri assessori hanno preferito non mettere limiti alla possibilità di affidare fuori dall'azienda unica parti di trasporto pubblico, per garantire, ha spiegato in particolare l'assessore alle finanze Pippo Rossetti insieme all'assessore alle infrastrutture Raffaella Paita, servizi come quelli delle fasce notturne e delle zone come l'entroterra in cui il servizioè necessario ma gli utenti sono pochi. «La legge nazionale prevede un massimo del 30 per cento ed ho i miei dubbi che una legge regionale possa prevedere una quota diversa - ha detto il presidente Claudio Burlando - Mettere una cifra vorrebbe dire farsi bocciare la legge e diciamo però che ci facciamo garanti noi di queste quote nella contrattazione aziendale. Noi dobbiamo dare un servizio; non credo che la gente sia molto interessata a sapere che cappello porta chi guida il bus. L'importante è che ci siano le garanzie per i lavoratori e che questo non diventi un motivo di nuovo precariato». E' così che Burlando ha chiuso una discussione piuttosto accesa, nella consapevolezza che i dipendenti delle aziende di trasporto scenderanno sul piede di guerra e probabilmente confermeranno lo sciopero già annunciato per il 27 marzo. L'assessore Vesco (che ha ricevuto il riconoscimento del grande lavoro svolto) ha provatoa spiegare i motivi per cui aveva messo un tetto massimo alla possibilità dei subaffidamenti: «oggi il servizio è di 65 milioni di chilometri, prevedere quote al 30 per cento significa che potrebbe essere dato all'esterno un bacino come quello di due delle grandi aziende di oggi. Potremmo trovarci il trasporto pubblico di una città come La Spezia completamente affidato all'esterno. Il sindacato è preoccupato, sa che ci sarà un prezzo per l'azienda unica in termini di esuberi (l'ipotesi di 315 solo nel genovese che diventano 500 su scala regionale) e quindi teme che il subaffido porti ulteriori riduzioni». L'assessore Paita dal canto suo ha spiegato che a La Spezia questa formula funziona; la provincia del levante è l'unica in Liguria ad avere approfittato della quota del 15 per cento di servizi da affidare all'esterno, concessa dalla legge attuale, ed ha chiesto di poterla superare, dando all'esterno anche il servizio notturno che rappresenterebbe un altro 3 per cento. «In questo modo - ha detto Paita - è stato dato un servizio anche in ore e in zone con poca richiesta e la gente è contenta». La nuova azienda erediterà il personale di Amt e di tutte le altre aziende che attualmente svolgono i servizi di trasporto. Si tratta di 4.500 dipendenti (di cui 2.450 in Amt) che dovranno mantenere integro il loro trattamento economicoe che non potranno essere spostati fuori dalla provincia in cui lavorano attualmente. I sindacati avrebbero voluto che tutti gli stipendi fossero allineati a quelli dell'Amt, i più alti della Regione.
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