Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 24/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fornero, dalle lacrime al pugno di ferro. Elsa, tra show e sobrietà. Ma ha perso davvero le staffe per difendere la figlia

ROMA - Era quella che piangeva e poi è diventata, come ha detto lei stessa, «il crudele ministro delle pensioni». Aveva versato lacrime strane e perfino sospette - una strategia per umanizzarsi in chiave nazional-popolare nel momento in cui chiede sacrifici ai meno abbienti, sincera commozione legata alle sue origini in una famiglia operaia oppure uno sfogo dovuto alla pressione mediatica e alle discussioni avute con i colleghi di governo? - e adesso Elsa Fornero da professoressa debuttante s’è trasformata nel volto politico di un governo che ha varato la riforma che porta il suo nome: la legge Fornero.
Fornero è quella che ieri, in Consiglio dei ministri, ha detto che la riforma è tutta sulle sue spalle e ciò è apparso ad alcuni suoi colleghi un rodomontismo che si sarebbe potuta evitare. Ma lei è fatta così: non sembra capace di dissimulare. «Il» ministro, e giammai va chiamata «la» ministra o peggio «la» Fornero, perchè lei vede del maschilismo nell’uso di questo articolo determinativo, vive a Roma in una foresteria dell’arma dei carabinieri pagando vitto e alloggio («Dove dormo? In caserma») perchè la famiglia è altrove, il cercarsi una casa vera costa tempo, la frugalità non le è estranea e poi, tanto, a cena sta spesso da Monti a palazzo Chigi, per parlare di lavoro con lui e i suoi ospiti. E ieri sera c’era anche Fornero a Milano quando Schifani è andato a mangiare nell’abitazione del premier. Anche se, mentre discutono di economia e altre questioni importanti, non è più lei a girare il risotto per il professore come fece quando, «con la mia franchezza di ragazza del Canavese», lo invitò a colazione nella sua casa di Torino agli esordi della loro conoscenza.
Non un rapporto semplice vige tra i due. Quando Fornero se n’è uscita con la battuta sulla «paccata di miliardi», che avrebbe negato ai sindacati se loro non accettavano la sua riforma, in tanti sono andati fuori dai gangheri ma soprattutto Monti si è irritato. Rimproverandola privatamente per la sua scivolata da neofita o da iper-protagonista e le ha chiesto di darsi una regolata perchè un sobrio governo tecnico-politico non è così che deve comunicare. Fornero farà retromarcia, e comunque certe intemperanze le appartengono. Al punto che sia il premier sia altri colleghi sia Passera - con cui ha un rapporto dialettico: «Sempre che su questo tu sia d’accodo, vero Corrado?» - amerebbero vederla adottare un profilo più basso e un linguaggio più controllato. Quando agli inizi della discussione sul lavoro Fornero ha detto ai leader sindacali di inviare proposte via mail e poi lei avrebbe fatto la «sintesi», Susanna Camusso è sbottata: «Non s’è mai vista una trattativa on line!». E ancora: «Sono troppo professorale perchè alzo sempre il ditino?», ha chiesto l’altra sera ai giornalisti nell’ennesima conferenza stampa - momento comunicativo al quale sembra aver preso gusto - e poi si è concessa una piccola ironia su Monti, rivolgendo ai cronisti le stesse parole che il premier aveva indirizzato a lei quando si era messa a piangere: «Comunque, correggetemi ma non commuovetevi».
Le hanno rafforzato la scorta, vista la delicatezza del momento. La Lega ha protestato dicendo che fa shopping a Torino con dieci guardie del corpo. E c’è la scritta orrenda sulla t-shirt del caso Diliberto («La Fornero al cimitero») e altre durezze di questi tempi («Vorrei spiegare la riforma dentro i luoghi di lavoro, ma è meglio che non mi faccia vedere») e tuttavia il vero colpo questa «donna di sicurezza mai ostentata perchè tranquillamente posseduta» (copyright Franco Debenedetti, che la conosce bene) lo ha subìto quando la figlia Silvia, medico affermato, è finta sotto i riflettori con l’accusa di avere fatto carriera per le raccomandazioni dei genitori (il padre è l’economista Mario Deaglio). «Questa è davvero una porcheria», ha esclamato il ministro: «E comunque, Silvia sa difendersi da sola». Un po’ come la sua genitrice. Che però, nel mestiere di prima della classe, eccelle e fatica allo stesso tempo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it