MONTESILVANO - Presentata ufficialmente a Montesilvano la candidata sindaco del centrodestra Manola Musa, ex assessore della giunta Cordoma. A scortarla, ieri mattina, i coordinatori regionali del Pdl Piccone e Di Stefano, Nazario Pagano, Alfredo Castiglione ed ovviamente dai rappresentanti delle liste civiche che la sostengono. Grinta da vendere e soprattutto chiarezza di idee nell’esposizione del suo programma. Manola Musa dovrà vedersela in particolare con Attilio Di Mattia, il candidato del centrosinistra, quasi suo coetaneo e alla sua prima esperienza politica. Un diploma da ragioniera, sposata con due bimbi, dirige l’impresa edile di famiglia. «Dobbiamo complimentarci con lei - ha dichiarato il senatore Filippo Piccone, perché è riuscita a mettere d’accordo le varie anime del Pdl». Apprezzamenti anche dagli altri big del partito e dall’assessore Daventura. «Rappresento la discontinuità nella continuità - ha esordito la Musa - e sarò il sindaco dei montesilvanesi, di cui conosco i tanti problemi, soprattutto quelli sociali, quelli delle mamme di Montesilvano. E mi sento orgogliosa di rappresentare la mia città, dove sono nata e dove vivo con la mia famiglia». Il perché della scelta: «Perchè in questo momento Montesilvano ha bisogno di una campagna elettorale tranquilla, ma questo non vuol dire che Cordoma abbia avuto colpe. Lo conosco bene ed uscirà pulito da certe vicende».
Chiarezza anche sulle priorità di Montesilvano. «Il primo problema è l’Imu, voglio tutelare i concittadini e rilanciare le attività economiche e commerciali». Come mai il centrodestra ha scelto una donna? «E’ una scelta concreta - ribatte Manola Musa - perché qui c’è bisogno della sensibilità e della caparbietà di una donna». La sua candidatura è sostenuta oltre che dal Pdl, anche dalle liste Arcobaleno (in cui è entrata Rinnovamento di Paolo Sardella), Libero, Rialzati Abruzzo, Città nuove e Lega sud Ausonia. Ma Musa ce la farà a battere un avversario che sulla carta sembra agguerrito più che mai? «Vincerà al primo turno - decreta Lorenzo Sospiri - tanto che il Pd corre ai ripari, offrendo all’ultimo minuto un posto a tavola all’Udc». E sul matrimonio dei centristi con il Pd, improvvisamente tornato in alto mare, Filippo Piccone commenta: «Alla base di questa manovra c’è una strategia più ampia, che supera la realtà di Montesilvano; io la vedo come una sorta di preparazione alle regionali per qualche personaggio del centrosinistra».