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Data: 24/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Articolo 18, la protesta della Fiom. Blocco stradale ad Atessa, gli altri sindacati pronti a unirsi allo sciopero

ATESSA. E’ partita dalla Val di Sangro la prima protesta contro le proposte di modifica all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori discusse in queste ore dal governo Monti. Il cuore dell’Automotive abruzzese, il nucleo industriale che racchiude la maggior parte delle multinazionali nella regione e che produce da solo un terzo del Pil regionale, si è svegliato, ieri mattina, con la protesta di centinaia di lavoratori, aderenti alla Fiom-Cgil, di gran parte delle industrie locali. Erano oltre 500, secondo gli organizzatori, gli operai che hanno bloccato per due ore, dalle 9 alle 11, la provinciale 19 di contrada Saletti di Atessa.
Ieri è stata la giornata della protesta delle piccole e medie aziende, ma anche di sigle importanti come Honda, Pierburg, Honeywell, Oma, Isringhausen, Sam Marco, Irma, Progetto Logistico, Compi, Pelliconi, Tasso, Cler Sud, Emarc. Secondo la Fiom, si sono toccate punte di adesione allo sciopero pari al 90% e non si sarebbero registrate nelle fabbriche percentuali inferiori al 40%.
«La mobilitazione andrà avanti fino a quando il governo non ritirerà le proposte sull’articolo 18», ha detto il segretario provinciale della Fiom, Marco Di Rocco. «Oggi (ieri per chi legge ndc) manifestano tutte le medie e piccole aziende della Val di Sangro. Martedì sarà, invece, la volta della Sevel, e non è escluso che bloccheremo la fondovalle Sangro».
L’intesa che si sta delineando sul tema del mercato del lavoro mette d’accordo anche altri sindacati, in una comunione di vedute che fino all’altro ieri pareva impensabile.
La Uilm-Uil ha annunciato la volontà di scioperare «se la riforma non cambierà» e fa appello anche alla Fim-Cisl e Fiom-Cgil per l’organizzazione di «pacchetti di 8 ore di sciopero da concordare azienda per azienda per dare maggiore forza all’azione di lotta».
«La Uilm provinciale», sottolinea il segretario Nicola Manzi, «si oppone alla posizione assunta dal governo Monti ed intende sensibilizzare i politici di tutti gli schieramenti affinché il Parlamento accolga le richieste di modifica proposte dalla Uil, tra cui quelle per evitare che i licenziamenti individuali per “ragioni economiche” possano essere utilizzati per mascherare licenziamenti discriminatori o disciplinari».
Anche l’Ugl ha annunciato per martedì prossimo due ore di sciopero in Sevel, ovvero per l’ultima ora del turno A e la prima del turno B. «L’articolo 18 è una questione di civiltà», spiega Antonio D’Alonzo, della rsa Ugl, «non si può scaricare sui lavoratori il peso della crisi. Vedo con piacere questa rinnovata coesione tra sindacati: la bandiera del lavoro non deve avere nessun colore».

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