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Data: 24/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
«Allora abbiamo scherzato». Cernobbio. Soddisfatto Bonanni che ora annuncia «lobbyng» in Parlamento

La delusione dell’ex ministro Sacconi per la scelta del ddl

CERNOBBIO. «Un disegno di legge? Ma allora abbiamo scherzato». Maurizio Sacconi, Pdl, ex ministro del Lavoro, non nasconde la sua delusione alla notizia della decisione del governo di portare in Parlamento la riforma del lavoro come ddl. E pensare che ieri mattina, arrivando a Cernobbio per il Forum della Confcommercio, aveva ammesso che «sì, Elsa Fornero la invidio un po’ per quello che è riuscita a fare». Poi si era lasciato andare in un «se l’avessimo fatto noi, ma avevamo un clima politico terribile».
Andamento emotivo diverso per Raffaele Bonanni, segretario della Cisl. A bordo lago, davanti ai tavolini al sole di Villa d’Este, aveva confessato a un amico un piccolo retroscena. «Siamo stati dei fessi, ce lo dovevamo aspettare che sarebbe andata così, con lei. Io avevo proposto Carlo Dell’Aringa come ministro, sarebbe andato bene a tutti, avrebbe saputo come agire, come fare le cose nel modo giusto. Invece sono stato impallinato. Si è messa di traverso la Cgil».
Poi però, quando arriva la notizia del disegno di legge, torna il sorriso: «Questa del ddl è un’ottima cosa, faremo lobbyng in Parlamento, avremo tutto il tempo di cambiare, di trovare soluzioni più vantaggiose per i lavoratori». Soddisfatto anche Luigi Angeletti, segretario della Uil: «Sposta il luogo della discussione in Parlamento e forse avremo più ascolto di quanto non abbiamo avuto finora in Parlamento». Bonanni indica anche i primi punti su cui intervenire. «Sui licenziamenti economici trovo rassicurante che il governo sia interessato a una soluzione perché non ci siano abusi. Vedremo l’articolato che ancora non abbiamo visto». In precedenza Bonanni era stato duro sulla scarsa chiarezza: «Con gli equivoci non si fa il bene del Paese. Non si può fare una discussione alla Cetto Laqualunque».
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha apprezzato la scelta del governo sull’articolo 18: «Ci sembra un’equilibrata soluzione quella che fa maggiormente leva sull’indennizzo economico. Certo - ha aggiunto Sangalli - come ha ricordato il presidente Monti bisogna combattere e contrastare gli abusi e ogni soluzione che va in questo senso è auspicabile».
Ha vinto la linea del Pd, alla fine, e fra i più soddisfatti c’è Bonanni, che, svelano, dal Pd era stato ingannato. «Ma perché credete che ci fossimo schierati per l’indennizzo per gli economici? Perché Bersani a Bonanni, a Montecitorio, aveva detto che la Cgil era d’accordo. Fassina aveva pubblicato un articolo che era sulle nostre posizioni e noi avevamo capito il messaggio. Poi però Camusso ci ha detto che no, non era affatto d’accordo», spiegano alla Cisl. Riposizionamento di Bonanni e dita incrociate sulle scelte del governo. E’ arrivato il ddl, tutti salvi.

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