PESCARA - Le conseguenze che le elezioni comunali di maggio avranno sulle regionali appaiono sempre più evidenti. Come lo è la scomposizione dei poli che l’Abruzzo sta mostrando, in anticipo su quanto potrebbe avvenire alle politiche post-Monti.
Dunque: l’accelerazione dell’ultima settimana ha consentito al Pd di Silvio Paolucci di recuperare in buona parte l’onore perduto con la scissione interna di San Salvo e la batosta alle primarie di Montesilvano. Paolucci ha «allargato» nei maggiori centri, tranne L’Aquila e San Salvo, la foto di Vasto all’Udc, spiazzando il Pdl che ha visto evaporare l’alleanza risultata assai efficace nelle precedenti amministrative. Paolucci ha realizzato il sogno di Bersani, insomma: centrosinistra più Udc. Ma ha pagato dazio, perchè Sel ha detto no a Spoltore e Avezzano. Gianni Melilla, coordinatore regionale dei vendoliani: «In quelle due città si è preferito dividere il centrosinistra per allearsi con pezzi organici provenienti dal centrodestra». Tradotto: Sel può sopportare l’Udc, ma non Fli. Dunque, visto dal Pd, è un centrosinistra ad assetto variabile quello che si avvicina al voto. Centrosinistra puro all’Aquila, diviso a San Salvo, allargato a Montesilvano e Ortona, allargato con perdite (Sel) a Spoltore e Avezzano.
Ma se il centrosinistra si scompone, il centrodestra è a brandelli. Il caos del Pdl aquilano, con Pierluigi Properzi fortemente voluto da Gianfranco Giuliante ma lasciato solo mentre l’onda teramana di Gianni Chiodi sostiene Giorgio De Matteis (con conseguenti lettere inviate al segretario nazionale Angelino Alfano, perchè punisca Chiodi come ha fatto a Verona con i pidiellini pro-Flavio Tosi, ma l’azione di Chiodi non è palese come quella dei pidiellini veronesi), sta minando il partito. E all’Aquila è anche svanito il Terzo polo: Fli da solo, Api con Cialente, Udc con De Matteis.
E attorno a De Matteis si giocano due partite: quella per la poltrona di sindaco e, nascosta, quella per le regionali. E allora torniamo a capo di questo articolo. Se De Matteis tiene stretta a sè l’Udc, Rodolfo De Laurentiis rischia di restare ingabbiato: se all’Aquila sta con De Matteis e, di fatto, con Chiodi, come potrà candidarsi a governatore con il centrosinistra? Su questo fuoco soffia anche il Fli di Daniele Toto, che cerca visibilità per sè, e chi nel Pd contrasta l’ipotesi-De Laurentiis e coltiva sogni governatorali (Giovanni Legnini, Camillo D’Alessandro e i dalfonsiani, lo stesso Giovanni Lolli), anche se le nuove alleanze nel resto d’Abruzzo e l’assoluta anomalia della situazione aquilana tengono viva la pista del centrosinistra-più-Udc. Ma De Matteis non pensa solo a ingabbiare gli amici-nemici: se Chiodi non dovesse essere in gara alle regionali, al suo posto chi meglio del fidato e astuto Giorgio?