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Data: 26/03/2012
Testata giornalistica: Rassegna.it
Camusso, la nostra mobilitazione per cambiare la riforma

“Sedici ore di sciopero, mentre si intrecciano tante iniziative di lotta. Pensiamo a scioperi in contemporanea in tutti i territori, mentre si discute in Parlamento. Immaginiamo altre proteste, eserciteremo la fantasia. Promuoveremo una raccolta di firme, chiederemo sostegno a quanti possono. Abbiamo apprezzato, ad esempio, la lettera di un gruppo di giuristi, con chiarezza contro le modifiche all’articolo 18”. Intervistata dall’Unità domenica 25, Susanna Camusso illustra le iniziative future della Cgil contro la riforma Fornero.

E quando Oreste Pivetta le chiede, partendo dalle proteste spontanee di lavoratori, se l’unità del sindacato si vada ricomponendo dal basso, Il segretario della Cgil risponde: “Rispetto al tema dell’unità sindacale la sensibilità dei lavoratori è sempre alta. La reazione, per tante categorie, è stata unitaria. È un insegnamento? Bisogna andare avanti. Certo se si fosse mantenuta, al tavolo della trattativa, una opinione comune, non sarebbe finita così, perché il governo non avrebbe avuto la forza di accelerare i tempi su una proposta non condivisa. Ma non è il momento di recriminare. È il momento invece di valorizzare l’impegno dei lavoratori a difesa di un principio: che venga colpito il licenziamento illegittimo. E qui aggiungo qualcosa, perché mi pare d’assistere a una gran confusione, mentre il problema è chiarissimo: non è questione di distinguere tra licenziamenti per motivi economici, licenziamenti disciplinari, licenziamenti discriminatori, il punto è l’illegittimità del licenziamento, a qualsiasi categoria appartenga. Se il licenziamento è illegittimo, se l’illegittimità è stata accertata, sarà diritto del più debole, cioè del lavoratore, scegliere tra reintegro e indennizzo”.

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