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Pescara, 11/04/2026
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26/03/2012
Il Messaggero
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Preventivi, Cialente scrive a Barca
Il primo cittadino: «Meccanismo da rivedere, serve un tavolo tecnico» |
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È infuocato il dibattito cittadino sull’ordinanza omnibus, la 4013, firmata dal premier Monti. Non poteva essere diversamente visto che rivoluziona la struttura della governance e anche alcuni delicati processi della ricostruzione. L’argomento più caldo è certamente quello dei preventivi obbligatori (cinque provenienti da imprese e tre da professionisti) da allegare alla richiesta dei contributi per la riparazione. Il sindaco, Massimo Cialente, ha scritto una nuova lettera al ministro Barca: «Avevo portato delle proposte, ma non si è fatto in tempo a inserirle. C’era da fare la bollinatura (il visto, ndr) della Ragioneria dello Stato perché Monti doveva partire per l’estero. Si deve trovare un’altra soluzione: se si parla di ribassi da realizzare penso che si debba dare la libertà ai consorzi di decidere di applicare una riduzione fissa». Anche l’Ance ha perplessità, che per ora restano senza i crismi dell’ufficialità. Cialente si è detto inoltre pronto a istituire l’Ufficio pubblico per le informazioni, previsto dal documento. «Il Comune - dice - è in condizione di farlo subito, basta che ci diano la possibilità di avere la collaborazione della filiera. La banca dati, infatti, esiste già, nel giro di una settimana potremmo dare la password ai cittadini per ottenere tutti i dati della propria posizione. Attualmente mancano solo quelli in mano alla filiera, serve l’autorizzazione all’uso». Per il sindaco il super ufficio di coordinamento per la ricostruzione (quello che nascerà dalla soppressione della Sge e dal passaggio delle funzioni alla Stm) «passerà poi sotto la competenza del Comune»: «L’amministrazione sta facendo tutto quello che vuole il Governo, da questo punto di vista presto sarà tutto pronto». Tra i nodi da sciogliere c’è anche quello del meccanismo di esame delle pratiche per il centro storico. «L’ordinanza - dice Cialente - prevede che Fintecna resti un anno per affiancare la struttura comunale. In realtà c’è bisogno di risorse perché l’ente non è in grado di sopportare un simile carico. Inoltre vogliamo processare le domande per il centro storico in modo diverso, attraverso le conferenze di servizi. L’abbiamo chiesto oltre un anno fa, c’è tempo per rimetterci le mani». Il sindaco si è detto rammaricato per il mancato stanziamento dei fondi relativi a quello che aveva definito «il piano Marshall per il Comune» e poi ha rivolto un appello a Chiodi: «Avevo chiesto dei soldi perché la filiera non può più stare alla Guardia di Finanza. Ci sono spazi a palazzo Rotilio, avevamo proposto di farci carico delle spese per un anno pur di rendere più semplice la vita degli aquilani. Servono, però, centomila euro per attrezzare gli uffici».
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