PESCARA Se vuoi ottenere un posto all’Ikea sfodera un buon curriculum e lascia stare i santi in paradiso. Le raccomandazioni non piacciono per niente al colosso svedese, che non si è fatto scrupolo di dare un altolà a un noto politico abruzzese, artefice di un ostinato quanto fastidioso pressing sull’ufficio del personale per l’imminente infornata di assunzioni nel nuovo punto vendita della società che aprirà a luglio a San Giovanni Teatino, tra Pescara e Chieti. Proprio in questi giorni infatti si è messa in moto la macchina delle selezioni. A contendersi i duecento posti in ballo sono ben 30.446 persone, che a gennaio hanno inviato le domande, tutte rigorosamente online. La multinazionale infatti ha gestito la ricerca del personale esclusivamente su internet per garantire la massima trasparenza e imparzialità. Dopo una prima scrematura dei curricula in base alle competenze dichiarate, Ikea ha avviato colloqui telefonici con i candidati, cui seguiranno a breve incontri di gruppo e individuali. La corsa alla spintarella è partita da mesi in Abruzzo. E qualche padrino politico, anche in vista delle prossime elezioni, negli ultimi tempi si è fatto particolarmente insistente, al punto da vedersi estrarre in faccia un cartellino rosso, sotto forma di una garbata ma ferma lettera di richiamo. A rivelarlo su Facebook è stato il segretario regionale dei Giovani dell’Italia dei Valori, Giampiero Riccardo. La soffiata gli è arrivata da una sua cara amica che lavora nello studio legale di un importante politico di Pescara. L’avvocatessa, tra carte e faldoni, si è ritrovata tra le mani la missiva inviata dall’Ikea al politico per invitarlo a smetterla con le pressioni, perché per le assunzioni nel punto vendita di San Giovanni Teatino si terrà conto solo ed esclusivamente delle competenze e delle esperienze dei candidati. Giampiero Riccardo, che sul proprio profilo Facebook ha espresso il suo plauso all’Ikea all’insegna del motto «la spintarella soffoca il merito», rivela il peccato, ma non il peccatore. «Devo tutelare la mia amica, che ora rischia il posto», si è giustificato. Così si è scatenata la caccia al politico rompiscatole. Un importante esponente del Pdl su cui si appuntano i maggiori sospetti ha già provveduto a minacciare un diluvio di querele su chi oserà pubblicare il suo nome. Chi invece se la ride serafico è il sindaco di San Giovanni Teatino. «Certamente il politico in questione non è qualcuno della mia amministrazione: non ci sono avvocati tra noi - commenta divertito Luciano Marinucci -. È vero invece che in questi mesi ho ricevuto una valanga di telefonate di persone che mi chiedevano di intercedere presso l’Ikea. Nella mia stanza per settimane c’è stato un viavai di disperati che imploravano un aiuto. Ogni tanto qualcuno arrivava e mi spingeva sul tavolo una busta: e ogni volta per me era uno spavento. Oddio, mi dicevo, e se è una bustarella? Invece era un curriculum. L’ennesimo. Non immagina neppure quanti ne vanno in giro, di questi tempi. A tutti - racconta il sindaco Marinucci - rispondo sempre che non posso fare nulla: l’Ikea assume in base alle competenze e basta. E tutti puntualmente escono dalla mia stanza delusi e sconsolati. Questa storia dell’Ikea mi sta regalando una grande impopolarità».