Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 27/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tassa Imu, Brucchi lancia l’allarme «Sarà una vera stangata, per i cittadini e per le casse comunali»

«L’Imu? Sarà una vera stangata, per i cittadini e per le casse comunali». Ad esprimere preoccupazione per l’arrivo della nuova Imposta municipale unica sui fabbricati che sostituisce l’Ici è il sindaco Maurizio Brucchi. «Stanno trasformando i Comuni in esattori delle tasse per conto del Governo - esordisce Brucchi -: una delle poche certezze che abbiamo finora è che dovremo versare allo Stato il 50% del gettito presunto sulla carta, a prescindere dal tasso di evasione che pure andrebbe calcolato».
Il sindaco, che ha avviato un confronto serrato con l’assessore alle Finanze Alfonso Di Sabatino Martina e con i dirigenti del settore, vorrebbe maggiore chiarezza, per poter dare delle risposte ai tanti cittadini che in questi giorni stanno chiedendo, con una certa preoccupazione, delucidazioni in merito e anche per poter stilare il bilancio preventivo. «Ci sono ancora molti aspetti e cavilli da chiarire - spiega Brucchi - ad esempio sembra che saranno inclusi anche gli immobili dell’Ente: un’assurdità, è come chiedere al Comune di dare dei soldi a se stesso». Ma la nuova tassa colpirà anche tipologie di immobili finora esentate, come fienili e rimesse: solo i terreni agricoli saranno esclusi. Verranno comprese anche le prime case, anche se con alcune agevolazioni: 200 euro di detrazione, più un’altra riduzione di 50 euro per ogni figlio a carico al di sotto dei 26 anni, fino ad un massimo di 400 euro. Una magra consolazione, se si considera che, in media, nel passaggio dall’Ici all’Imu si pagherà il 50% in più. «Un sacrificio, quello richiesto ai cittadini, che non arrecherà benefici alle casse del Comune - sostiene Brucchi -: credo che ci rimetteremo, o, al massimo, ci andremo pari. Insomma, il Governo deve fare cassa e lo sta facendo sulla nostra pelle».
Intanto la situazione, anche dal punto di vista dei vincoli imposti dal Patto di stabilità, non è certo rosea. «Tra qualche settimana - annuncia Brucchi - saremo costretti a smettere di pagare le imprese che hanno dei crediti con il Comune: ci dispiace molto, perché in realtà questi lacci che ci impongono dall’alto non rispecchiano la reale capacità di spesa del nostro Comune. Lo scorso anno siamo riusciti a tirare avanti fino a giugno, prima di raggiungere il limite massimo di spesa imposto dal Patto».
Per Brucchi si tratta di due aspetti che stridono con la logica federalistica. «Se si applica il Federalismo - conclude il primo cittadino - si deve dare ai Comuni maggiori capacità e margini di scelta: noi, come abbiamo fatto per l’introduzione dei passi carrabili, ci siamo sempre presi le nostre responsabilità, ma, sinceramente, non possiamo fare altrettanto con i sacrifici che il decreto Salva Italia ci sta imponendo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it