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Pescara, 11/04/2026
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Data: 27/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Brucchi contro l’Imu: ci costerà 9 milioni Il no del sindaco alla nuova imposta sugli immobili: graverà su Comune e cittadini

Esclusi dal balzello solo i terreni a destinazione agricola

TERAMO. «Sarà un bagno di sangue». Il primo cittadino di Teramo Maurizio Brucchi non usa mezzi termini per descrivere gli effetti dell’entrata in vigore dell’Imu. L’amministrazione ha appena avviato i calcoli sull’applicazione dell’imposta sugli immobili introdotta dal governo Monti e le prime stime sono preoccupanti. La quota, prelevata dai contribuenti, che il Comune dovrà girare alle casse statali ammonta a circa 9 milioni di euro. Non è chiaro, invece, quanto resterà all’ente per il quale l’operazione potrebbe rivelarsi fallimentare.
«Nel passaggio dall’Ici all’Imu rischiamo di rimetterci» profetizza Brucchi, secondo cui il Comune diventerà esattore per conto del governo che mira a fare cassa con la nuova imposta. «E’ la strategia decisa con il decreto salva-Italia», puntualizza il primo cittadino, «e ai sindaci viene chiesto di metterci la faccia». A infilare il capestro al collo dell’amministrazione è il meccanismo di riscossione dell’Imu. Il governo ha fissato l’aliquota allo 0,76% e in base al numero dei contribuenti ha calcolato il gettito che dovrebbe entrare nelle casse del Comune. Il 50% della somma così ottenuta andrà girato allo Stato. L’esborso, dunque, sarà di circa 9 milioni di euro. «Il governo considera il gettito complessivo come se tutti pagassero l’imposta», fa notare il sindaco, «ma questo non avviene mai». Da mettere in conto ci sono sacche di evasione fisiologiche che faranno diminuire l’incasso totale. Il governo, però, non fa sconti e vuole la somma calcolata, scaricando sul Comune anche il peso di eventuali esenzioni o riduzioni. L’unica nota positiva per il territorio teramano sta nel fatto che, a differenza di altre zone, non sono stati inseriti tra i beni tassabili i terreni a destinazione agricola. L’associazione nazionale dei comuni ha avviato iniziative per chiedere modifiche e il decreto che applica la nuova tassa rischia di essere bloccato da una raffica di ricorsi. Nel frattempo, però, bisogna stilare il bilancio di previsione e non ci sono certezze su quali somme inserire sotto la voce Imu. «Ci sono troppi lacci e lacciuoli», si lamenta Brucchi, «così il federalismo viene meno». Il primo cittadino non digerisce il fatto che la pressione fiscale sia caricata tutta sugli enti periferici. «A pagare sono sempre e solo i Comuni», sbotta, «che garantiscono i principali servizi ai cittadini». Brucchi non si vuole accollare le colpe di un’ulteriore mazzata sulla testa dei contribuenti teramani. «La tassa sui passi carrabili l’abbiamo istituita noi e ce ne siamo assunti la responsabilità», tiene a precisare, «in questo caso, però, siamo vincolati dalla strategia voluta dal governo».

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