MONTESILVANO - È fatta, o quasi: anche a Montesilvano, dopo Spoltore, l’Unione di centro appoggia la coalizione di centrosinistra. Ma dopo l’incontro di sabato a livello provinciale, conclusosi con la firma dell’accordo, è sopraggiunta inattesa la richiesta di convocazione del direttivo provinciale Udc, da parte di quattro nomi eccellenti del partito. Ad Andrea Colalongo, presidente dell’Udc provinciale è piovuto addosso come un fulmine a ciel sereno la richiesta del vertice per giovedì. Un summit di fuoco, il cui esito potrebbe rimettere in discussione gli accordi dell’Udc con la Sinistra. In pratica Licio Di Biase, Ermanno Ricci, Raffaele Roio e Gabriele Piermattei (e con loro Mimmo Di Giacomo) vogliono veder chiaro sui giochi delle alleanze del loro partito a Spoltore e a Montesilvano. Se per Spoltore sarebbero disposti a chiudere un occhio, considerandola un’alleanza di salute pubblica, per Montesilvano il discorso è decisamente diverso. «Spostare a sinistra l’Udc - fanno sapere i quattro - rappresenta uno strappo traumatico, inammissibile, specie se si pensa alla candidatura di Mimmo Di Giacomo. Si tratta di un personaggio vincente, che qualcuno ha voluto accantonare con inaudita leggerezza».
Dietro la loro posizione c’è ovviamente una bella fetta del partito di Casini, che non ha digerito l’alleanza con la coalizione di centrosinistra. Formalizzato il dissenso, dicono, sarà Roma a decidere. E si fa notare come la scelta di Montesilvano contraddica la linea del partito a livello provinciale. Se proprio fosse stata necessaria l’alleanza con il centrosinistra, andava fatta dopo il primo turno.
Intanto prima di firmare l’accordo fra le forze di sinistra, il Sel ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «L’Udc - chiarisce Vittorio Iovine - deve aderire in toto alle regole poste dal Sel; non può entrare nella coalizione e pretendere subito la carica di vicesindaco. Deve presentare liste pulite, avrebbe dovuto prendere le distanze dalla giunta Cordoma ed accettare le nostre scelte nel sociale, a tutela delle classi più deboli».
Sull’altro fronte si delineano infine le forze in campo: nel Pdl Manola Musa candidata ufficiale, appoggiata da Rialzati Abruzzo, Arcobaleno, Libero, Città nuove e Patto per Montesilvano. Con un lista propria il sindaco uscente Cordoma, sostenuto da Lega Sud Ausonia, la Formica, No-euro Grillo parlante, Officina delle idee, Gioventù montesilvanese. Scompare la lista Montesilvano in discussione di Ernesto de Vincentiis. Infine Polo dell’Alternativa di Francesco Maragno con 7 liste in appoggio.