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Data: 27/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Macerie, arrivano venti milioni piano Monti per lo smaltimento

Provvedimento del premier: rifiuti pubblici separati da quelli privati

Macerie, ecco la svolta. Il presidente del Consiglio Monti ha firmato un’ordinanza da venti milioni di euro. Viene introdotta la distinzione tanto attesa: l’articolo 1 individua le «macerie pubbliche» in quelle provenienti dai crolli, dalle demolizioni disposte con ordinanza del sindaco e da interventi edilizi effettuati dalla pubblica amministrazione e prevede il ricorso preponderante alla demolizione e alla raccolta selettiva. Agevola, inoltre, la realizzazione delle aree pubbliche per il conferimento dei materiali e il loro mantenimento. Le «macerie private» sono, invece, quelle provenienti da interventi edilizi effettuati da soggetti privati beneficiari di finanziamenti pubblici. Anche per queste si prevede la demolizione e la raccolta selettiva.
Arriva anche la tracciabilità dei rifiuti provenienti dagli interventi edilizi privati: è necessaria la comunicazione delle informazioni secondo le modalità che saranno definite dal commissario. È prevista, inoltre, la classificazione come «non rifiuto» di tutti gli elementi recuperabili: di interesse architettonico, artistico e storico, coppi, mattoni, ceramiche, pietre, legno e metalli lavorati.
L’articolo 2 stabilisce una nuova formulazione dei compiti dell’Asm e la rendicontazione al soggetto attuatore e al Comune competente per territorio. Lo stesso articolo proroga il termine della occupazione temporanea della cava ex Teges fino al termine dello stato di emergenza, oggi fissato al 31 dicembre 2012. Al momento questo è l’unico sito operativo, mentre tra qualche mese dovrebbe essere ultimato l’allestimento del polo tecnologico di Barisciano.
L’articolo 4 agevola il riutilizzo e l’impiego degli inerti da demolizioni e costruzione, anche prevedendo la cessazione della qualifica di «rifiuto» agli inerti che abbiano caratteristiche conformi alle richieste normative. L’articolo 5, infine, accelera le procedure di realizzazione degli impianti per la gestione del ciclo delle macerie. Nel budget complessivo di 20 milioni sono compresi i 72 mila euro di compenso del soggetto attuatore, l’ingegnere dei vigili del fuoco Giuseppe Romano, i 300 mila per il funzionamento della segreteria, composta da cinque persone, e i 6,8 milioni destinati «all’impiego annuo del personale e dei mezzi e attrezzature del dipartimento dei Vigili del fuoco nonché per l’acquisto dei mezzi». Questo articolo potrebbe compensare la mancata previsione di spesa nel provvedimento precedente (l’ordinanza 4013), vicenda contestata dai sindacati. Su questo argomento, però, il clima continua a essere teso: i vigili del fuoco sono in agitazione. I sindacati hanno attaccato il governo sulla mancata proroga delle attività, sancita invece per altri corpi: «Ciò nonostante l’impegno sempre profuso dai vigili del fuoco durante tutto il periodo post sisma non è mai venuto meno e sarà ancora necessario. Con queste premesse c’è da temere seriamente per le sorti del Comando Provinciale dell’Aquila e, soprattutto, per le conseguenze che si ripercuoteranno inevitabilmente sulla popolazione del cratere sismico». Chiodi, dal canto suo, ha reiterato formalmente al governo nazionale la richiesta di proroga.
Anche i collaboratori della Sge, ieri, hanno proclamato l’agitazione «per protestare contro la recente ordinanza che determina la cancellazione della Struttura e il taglio del 40 per cento dei posti di lavoro». C’è stato un presidio davanti alla Giunta regionale.

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