L’assemblea rinnova il consiglio. All’ad autonomia fino a 15 milioni. Colaninno resta presidente. Vice Catania (vicario) e Mancuso
ROMA - Andrea Ragnetti assume la cloche di Alitalia, Roberto Colaninno confermato alla presidenza. Ma la novità nella nuova governance varata ieri mattina dall’assemblea e dal successivo consiglio, consiste nel rafforzamento di Air France (quattro posti), nel raddoppio dei consiglieri di Intesa Sanpaolo inseriti entrambi nell’esecutivo di cui uno vicepresidente: Elio Catania con la qualifica di vicario che affianca Salvatore Mancuso. Ragnetti, direttore generale dal 5 marzo, diventa amministratore delegato al posto di Rocco Sabelli che lascia la compagnia dopo i primi tre anni di volo. All’ad sono state attribuite le deleghe della gestione operativa, ma a differenza del predecessore avrà un’autonomia fino a 15 milioni da solo e fino a 30 milioni con la firma del presidente. Sabelli poteva disporre fino a 50 milioni.
Il ridimensionamento dell’autonomia è stato disegnato per rilanciare il ruolo del comitato esecutivo nominato dal consiglio di cui fanno parte: Colaninno, Ragnetti, Catania, Gaetano Miccichè, Jean-Cyril Spinetta, Bruno Matheu, Angelo Massimo Riva, Ernesto Monti. Nominato anche il comitato remunerazioni: Colaninno, Catania, Monti, Maurizio Traglio il quale, benchè azionista in proprio, è stato confermato nel board in quota al gruppo Riva che ha raddoppiato la presenza. Al presidente Colaninno oltre alla delega ai rapporti istituzionali e alle relazioni esterne, sono state conferite le deleghe relative alle funzioni di controllo interno e di auditing, al coordinamento della segreteria societaria e dell’ufficio del general counsel, allo sviluppo delle alleanze strategiche. Colaninno può incaricare il vicepresidente vicario sulle materie delegate dal cda con specifico riferimento al controllo interno in raccordo col collegio sindacale.
La prossima settimana potrebbe riunirsi il comitato esecutivo per esaminare lo stato di avanzamento del negoziato con Wind Jet, avviato a metà gennaio da Sabelli assieme a quello con Blu Panorama. Ma le trattative con quest’ultima compagnia segnano il passo a causa della mole di debiti. Infine Sabelli ha affidato il commiato dalla Alitalia a una lettera a tutti i dipendenti. «Concludo con uno stato d’animo contrastato tra il rammarico per le cose che non sono riuscito a fare», scrive il manager, «ho mancato il pareggio operativo, sia pur di poco e nonostante gli sforzi, pure riusciti, per mantenere sempre molto elevato il livello di efficienza dell’azienda e per estrarre valore in tutti modi, ordinari e straordinari, dai suoi asset. Non si è concretizzata l’operazione di merger societario con Afklm - scrive Sabelli - che è stata, da sempre, l’opzione da me raccomandata agli azionisti per assicurare all’Azienda la sostenibilità nel medio-lungo termine, in coerenza con un bisogno ed una tendenza generali nel settore». L’ex ad si dice fiducioso. «Ora Alitalia deve ancora migliorare per consolidarsi e dovrà essere, in questa nuova fase, maggiormente focalizzata sulla crescita e sull’espansione; ne ha i mezzi e le possibilità pur dovendo fare i conti, sempre, con la fragilità strutturale e la vulnerabilità che affliggono l’intero settore e che solo misure di sistema possono mitigare».