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Pescara, 11/04/2026
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Data: 28/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Ikea faccia il nome del politico» Spintarelle per assumere, richiesta bipartisan da Di Stefano e Acerbo

CHIETI- «Fuori i nomi». Anzi, il nome. La richiesta, bipartisan, arriva da Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione comunista, e Fabrizio Di Stefano, senatore del Pdl. Ma è anche lo slogan di centinaia di cittadini che, tra indignazione e stupore, si sfogano sul web. Il giorno dopo la notizia della lettera inviata da Ikea ad un politico abruzzese per dire basta alle raccomandazioni per le assunzioni al punto vendita che verrà aperto a San Giovanni Teatino, è partita la caccia al personaggio di rilievo protagonista della spintarella. D’altra parte, dopo il tweet di denuncia dell’esponente dell’Italia dei valori Giampiero Riccardo, la stessa azienda svedese ha confermato di aver ricevuto pressioni. Un primo identikit è stato già tracciato: si tratterebbe di un pezzo grosso della politica regionale interno alla maggioranza con un ruolo istituzionale. Acerbo punta il dito contro «i politici che hanno dato mano libera in cambio della gestione delle assunzioni che garantivano sicuri successi elettorali. Il vero scandalo è alla luce del sole e l’Ikea è solo l’ultimo episodio». E ancora: “Non sono molto convinto dei metodi meritocratici della ditta svedese e non so se sia vero che rifiuta le segnalazioni dei politicanti». Di Stefano, invece, minaccia denunce: «Non è possibile continuare a fare del populismo su un’intera classe politica». Il senatore del Pdl continua: «L’Ikea abbia il coraggio di dare una compiutezza alla notizia, altrimenti ci spieghi da dove e come sia uscita la vicenda dei giorni scorsi, sulle lettere, e chi l’ha diffusa, infangando un’intera classe politica di destra e sinistra». Anche il sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, prende posizione: «Non si possono né si debbono fare pressioni su un’azienda privata nella scelta delle figure professionali di cui avvalersi».

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