Regione. Progetto di legge sulla riorganizzazione del personale
PESCARA «Questa riforma cambierà i connotati alla struttura organizzativa della Regione». Il numero uno della Giunta abruzzese, Gianni Chiodi, presenta come una svolta epocale il progetto di legge sulla riorganizzazione del personale. «La Regione dovrà fare le stesse cose, meglio e con meno personale a disposizione - aggiunge Chiodi - non ci saranno licenziamenti, ma il turnover sarà rallentato; rispetto a quando siamo entrati, i dirigenti sono scesi da 127 a 85, e i dipendenti da 1.684 a 1.500». L'assessore competente, Federica Carpineta, enuncia i principi alla base della nuova idea di Regione: «Merito, selezione, efficienza, trasparenza e formazione». La riforma poggia su cinque pilastri fondamentali: il primo, ispirato alla flessibilità organizzativa e lavorativa, assume la spesa, e non più la pianta organica di diritto, come riferimento per la composizione del bilancio. «Ciò consentirà di liberare risorse - spiega Carpineta - che prima erano impegnate su ipotetiche quanto impraticabili assunzioni, e che grazie alla riforma potranno essere utilizzate per lo sviluppo». Si allentano alcune rigidità relative alla mobilità interna e tanto i dirigenti quanto i dipendenti potranno essere spostati nelle varie sedi, anche in località diverse, in base alle esigenze organizzative. Il secondo pilastro è improntato alla responsabilizzazione della dirigenza e alla valorizzazione del merito, con le retribuzioni che cambieranno a seconda delle funzioni, del rendimento e dei risultati raggiunti. «Avevamo già introdotto il ciclo delle performance - sottolinea Chiodi - ma questa modifica costringerà i dirigenti a effettuare le valutazioni richieste, pena l'equiparazione dei compensi al minimo e non più al massimo». Sul merito insiste anche il terzo punto della riforma, che rende soggette a valutazione le progressioni di carriera e le attribuzioni degli incarichi, introducendo come requisito fondamentale il superamento di corsi di formazione che saranno appositamente istituiti dalla Regione. Il quarto pilastro punta a favorire la trasparenza, sottraendo alla politica il potere di nomina sulle commissioni dei concorsi, che d'ora in poi saranno formate tramite sorteggio. L'ultimo punto mira a migliorare i rapporti con il cittadino, facendo scattare delle penalità in caso di mancata attivazione degli Urp. Il progetto di legge arriverà lunedì in Giunta e subito dopo sarà trasmesso al Consiglio. «Siamo aperti a modifiche migliorative - avverte l'assessore al personale - ma indietro non si torna». Pronta anche una delibera di Giunta finalizzata ad elevare il rapporto tra dirigenti e servizi, che in Abruzzo è fermo a 1 a 3. «Avevamo sollecitato i sindacati a fornirci suggerimenti, senza ottenere risposta - conclude Chiodi - troveremo un accordo e coinvolgeremo anche il Patto per lo sviluppo».