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Data: 28/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Celano, il sindaco Piccone si è dimesso. Decisiva l’assenza di tre consiglieri di maggioranza al consiglio sul bilancio di previsione

Il vicesindaco Frigioni: ho avuto un impegno di lavoro sto raccogliendo firme per convincerlo a restare

CELANO. Dimissioni a sorpresa per il sindaco Filippo Piccone. In realtà ieri mattina, prima del consiglio comunale delle 9, in piazza IV novembre e nei corridoi del palazzo di città la tensione si tagliava con il coltello.
Un coltello affilato nei giorni scorsi per le polemiche sollevate dall’opposizione del Pd relativa ai fondi per la realizzazione dei moduli abitativi provvisori (Map), circa un milione e mezzo di euro.
Ma soprattutto per una insofferenza del senatore Piccone, coordinatore regionale del Pdl, riguardo alle difficoltà all’interno della maggioranza per le défaillance di alcuni consiglieri.
Una situazione che stava irritando il sindaco da tempo visto che in più occasioni l’amministrazione Piccone era stata costretta ad approvare i punti all’ordine del giorno utilizzando l’escamotage della seconda convocazione, dove il quorum è più basso. Ieri mattina, però, è stata tutta un’altra storia. Piccone rientrava dopo una convalescenza dovuta a un malore accusato proprio durante l’ultimo consiglio comunale e che aveva costretto il senatore del Pdl a un piccolo intervento chirurgico.
E poi c’erano stati gli attacchi della minoranza Pd riguardanti la vicenda dei map e dell’utilizzo, «improprio» secondo l’opposizione, di fondi destinati alla realizzazione dei moduli post-terremoto. Circostanza poi chiarita e smentita seccamente dal sindaco. Ma il punto, probabilmente non era questo.
Ieri mattina, infatti, il sindaco si aspettava una maggioranza compatta e solidale, pronta stringersi attorno al primo cittadino e a dare battaglia all’opposizione che già dalle 8.45 era nella sala consigliare con le armi affilate. Invece niente. Intorno alle 10, un’ora dopo l’orario fissato per l’inizio dei lavori, la maggioranza era ancora in sala riunioni a fare la conta dei consiglieri. E i numeri ci sarebbero anche stati.
Ma a Piccone, evidentemente, questa situazione di incertezza non è andata comunque a genio. Così ha scritto un messaggio e lo ha affidato al presidente del consiglio, Angela Taccone, che lo ha letto in sala, alla presenza dell’opposizione al completo e del segretario comunale.
Poche righe per comunicare «le dimissioni immediate dall’incarico di sindaco di Celano per motivi personali», ringraziando poi «l’amministrazione tutta per il lavoro svolto finora».
I problemi erano sì nell’aria, ma il colpo di scienza c’è stato comunque. A confermare il fatto che la decisione è stata presa in modo non premeditato il particolare che anche il padre del senatore, Ermanno Piccone, era tra i banchi della sala consiliare ad attendere che la seduta cominciasse. Invece niente, tutto si è concluso con una breve dichiarazione del capogruppo del Pd, Carlo Cantelmi. Sotto accusa, ora, ci sono i tre consiglieri assenti: Vittoriano Frigioni, vicesindaco di recente nomina, Domenicantonio Rosati e Carmine Torrelli (Gruppo misto).
Il vicesindaco si tira fuori sostenendo che il sindaco e il suo staff «erano già a conoscenza del suo ritardo per motivi professionali», sottolineando che alle 10 era già in Comune. Torrelli ha invece spiegato che «il gruppo misto aveva garantito due consiglieri su quattro (Ezio Ciciotti e Adelio Di Loreto), in modo da assicurare la maggioranza. Il sindaco è stato messo al corrente di questo fatto dal consigliere Ezio Cicitti, quindi non capiamo perché si sia dimesso». Frigioni ha già consegnato un documento da far sottoscrivere agli altri consiglieri per chiedere a Piccone di ritirare le dimissioni. Ha 20 giorni di tempo per farlo.

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