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Pescara, 11/04/2026
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Data: 28/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il Pd: Chiodi riduca subito le tasse. Il governatore: l’anno prossimo saranno più basse. La Uil: imposta da rimodulare

D’Alessandro (Idv) scettico: se il deficit non c’è più perché affidare in appalto i controlli?

PESCARA. «Ridurremo le tasse l’anno prossimo, perché abbiamo raggiunto l’equilibrio nella Sanità nel 2010 e annuncio che l’abbiamo raggiunto anche nel 2011. Il 4 aprile, inoltre, se tutto va bene la valutazione del tavolo di monitoraggio, vedrà la Regione con un avanzo di 50 milioni, che reinvestiremo nella Sanità». Il governatore Gianni Chiodi gioca d’anticipo sulle questione delle tasse.
Dopo l’annunciata stangata dell’Irpef all’1,73% sulle buste paga di pensionati e dipendenti, il presidente della Regione annuncia che l’aliquota aggiuntiva regionale dello 0,50% della stessa imposta sarà in qualche modo rivista al ribasso nel 2013 grazie ai risultati raggiunti con la riorganizzazione del piano sanitario. L’Abruzzo è nel secondo gruppo delle regioni più tassati, l’Irpef è più alta in Calabria, Campania e Molise (2,03%), le regioni più virtuose sono all’1,23%.
Chiodi, che è tornato a sottolineare come l’aumento Irpef sia stato disposto dal governo per mantenere inalterato il fondo sanitario, aggiunge tuttavia che esiste un tentativo, sempre da parte di Roma, di ridurre anche le risorse per la Sanità di un miliardo e mezzo e che quindi il governo non sta mantenendo i patti. «In ogni caso», continua, «la Regione Abruzzo non aveva alcun bisogno di questo aumento e, infatti, questi soldi vanno allo Stato».
Sulla necessità di abbassare la pressione fiscale «senza se e senza ma» in Abruzzo parla il capogruppo consiliare del Pd Camillo D’Alessandro ricordando che Chiodi a dicembre scorso, in sede di approvazione della Finanziaria regionale, aveva negato la possibilità di abbassare le addizionali. «Se il Tavolo di monitoraggio, a giorni, confermerà il raggiunto pareggio di bilancio per l’anno 2011 si liberano risorse che devono andare, a nostro giudizio, tutte all’abbattimento della tassazione regionale», afferma D’Alessandro.
Il Pd nella Finanziaria di dicembre aveva presentato la “norma verità”, un vincolo di bilancio, che obbligava Chiodi, con la verifica del pareggio in sanità «all’automatica riduzione delle addizionali regionali». La norma fu bloccata e il dibattito rinviato. «Stiamo parlando di una somma di circa 30-40 milioni di euro in meno di tasse, una boccata di ossigeno che vale di più dei Fas che possono essere attivati nel 2012, qualora venissero attivati». D’Alessandro rimarca il fatto che gli abruzzesi hanno «già pagato il costo del risanamento con tagli e privazioni» e annuncia che porterà il caso nel consiglio regionale del 3 aprile. «Lì», conclude, «sarà chiaro chi vuole continuare a mantenere le mani nelle tasche degli abruzzesi e chi no. Sarà il giorno della verità».
«L’aumento dell’Irpef è più ingiustizia e più recessione», è il commento delle Uil Abruzzo, «più cresce il peso del fisco locale rispetto a quello nazionale meno la tassazione ha quel carattere di progressività in rapporto al reddito previsto dalla Costituzione, perché la stragrande maggioranza delle tasse regionali e sub-regionali sono ad aliquota unica». La soluzione per la Uil è modulare l’Irpef in base ai redditi. Una proposta che fu avanzata a dicembre, insieme a Cgil e Cisl, all’assessore al Bilancio, Carlo Masci. «L’assessore», rileva la nota Uil, «rinviò ad aprile, per avere prima la certificazione del pareggio dei conti della Sanità: ora ci siamo».
Chi è scettico sul ripiano del debito sanitario è il consigliere regionale Idv Cesare D’Alessandro: «Se davvero l’Abruzzo, come dichiarato da Chiodi, ha ripianato il deficit sanitario, come si spiega l’ulteriore affidamento di un appalto, al costo di 2 milioni di euro e che durerà almeno 18 mesi, per l’accertamento e il monitoraggio del debito?», domanda in un’interrogazione urgente.

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