Il pm contesta l’associazione per delinquere all’uomo-chiave della ricostruzione
L’AQUILA. Associazione per delinquere. Questa l’accusa che viene contestata all’architetto Gaetano Fontana, di 63 anni, capo della struttura tecnica di missione, braccio operativo del commissario del governo per la ricostruzione dell’Aquila Gianni Chiodi e suo stretto collaboratore. Per Fontana, siciliano di Buccheri (Siracusa) ma residente a Roma, uno degli uomini che hanno in mano la ricostruzione dell’Aquila, la procura distrettuale antimafia chiede la proroga delle indagini preliminari visto che i termini sono scaduti il 15 marzo scorso. I quattro fogli dell’avviso di garanzia, notificato a un avvocato d’ufficio assegnato all’ex direttore generale dell’Ance nazionale, portano la firma del sostituto procuratore della Repubblica Antonietta Picardi titolare dell’indagine denominata «Caligola». Il nome di Fontana è una new entry nell’inchiesta portata avanti dalla squadra Mobile della questura di Pescara e che ha portato già a otto arresti. L’altra novità è la presenza tra gli indagati di Antonio Marcello Boschetti di 46 anni. Dopo il caso del provveditore aggiunto alle Opere pubbliche Giancarlo Santariga finisce indagato un altro dei big della ricostruzione.
L’INDAGINE. La Procura, insomma, prosegue a spron battuto gli accertamenti riguardanti il giro di assunzioni in cambio di appalti nell’ambito del programma comunitario Ipa Adriatico. Le indagini sono incentrate, in particolare, su due appalti riguardanti il settore dell’informatica. Uno di questi riguarderebbe la società Ecosfera. E Fontana sarebbe coinvolto proprio per i suoi rapporti con Ecosfera. I nuovi avvisi di garanzia, che si aggiungono ai nove iniziali, sono stati notificati nei giorni scorsi. Indagati nello stesso filone d’inchiesta sono Duilio Gruttadauria, 61 anni, domiciliato a Carsoli, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera Gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, 59 anni, socio della società Ecosfera Gruppo spa; Lamberto Quarta, 56 anni, domiciliato a Francavilla al Mare (Chieti), consulente della società Ecosfera Gruppo spa, volto noto del mondo politico abruzzese, Giovanna Andreola, detta «Vanna», 54 anni, residente residente all’Aquila, dirigente del Servizio attività internazionali della Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi, 56 anni; Corrado Troiano, 47 anni, socio della società Cyborg srl con sede a Chieti; Mario Gay, 58 anni, residente a Roma, componente della commissione d’appalto servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione trasfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013; Luciano D’Alfonso ex sindaco di Pescara, Alfredo Castiglione, vicepresidente della giunta regionale; Bernardo Notarangelo di 58 anni di Putignano; Camillo Cesarone di 55 anni di Chieti.
LE ACCUSE. Secondo quando contenuto nella proroga del termine delle indagini preliminari, a Quarta, Gruttadauria, Andreola, Galdi, Teodoro, Troiano, Gay e Notarangelo viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata per un atto contrario ai doveri d’ufficio e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri; a Boschetti, ex consigliere e assessore regionale già finito nell’inchiesta Sanitopoli, viene contestata la corruzione; a Fontana l’associazione per delinquere «commessa all’Aquila dall’1 agosto 2010 e permanente sino al 29 luglio 2011», a Cesarone la rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e il favoreggiamento; a Notarangelo l’associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata; a Castiglione l’associazione per delinquere; a D’Alfonso la corruzione.
«NON SO NULLA». Non ne so nulla». Questa la telegrafica risposta dell’architetto Fontana riguardo all’avvenuta notifica dell’avviso di proroga delle indagini relative all’inchiesta Caligola. Fontana, che nella giornata di ieri ha regolarmente lavorato al suo posto negli uffici della struttura tecnica di missione accanto ai suoi collaboratori, primo tra tutti Enrico Nigris, architetto e già presidente di Ecosfera spa, è apparso piuttosto sorpreso dalla notizia aggiungendo che nulla gli è stato recapitato né all’Aquila né a Roma. Nei prossimi giorni il capo della struttura di missione valuterà l’opportunità di nominare un avvocato di fiducia e di presentarsi davanti al pm per conoscere le contestazioni.