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Pescara, 11/04/2026
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Data: 28/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L’architetto alleato di Chiodi anti-Cialente. Chi è il supertecnico braccio destro del commissario

L’AQUILA. L’uomo di Chiodi finisce nel mirino. L’avviso di garanzia a Fontana scuote alle fondamenta i pezzi da novanta del sistema commissariale così pensato, uomini e mezzi, dal fu governo Berlusconi. La struttura tecnica di missione cui spetta la supervisione armonica della ricostruzione è nella bufera. Contro la coppia Chiodi-Fontana il sindaco Cialente e gran parte del consiglio comunale (eccezion fatta per l’Mpa di De Matteis) stanno conducendo una battaglia che dura da tre anni. «Cortesie» ricambiate, visto che Fontana e Chiodi sono stati fianco a fianco anche nell’addossare al sindaco Cialente e alla sua amministrazione tutte le colpe dei ritardi nella ricostruzione. Nonostante le bordate (anche da esponenti Pdl), Fontana ha sempre resistito al soffiare dei venti grazie a un’alleanza di ferro con il commissario Chiodi che ne ha condiviso, finora, tutte le scelte. Portandolo con sé negli scontri politici con Cialente e la sua giunta. Fino allo scorso gennaio quando le finte dimissioni di Fontana, poi rientrate, avevano fatto pensare a una reale rottura tra i due uomini della ricostruzione. «Dimissioni? Io in realtà avevo rimesso il mandato. Comunque, le risposte che ho chiesto al commissario le ho avute. Dunque forse resto. Vedremo», disse Fontana, che poi tornò regolarmente al suo posto. Dimissioni presentate e ritirate nel breve volgere di qualche giorno. Fontana, in quell’occasione, aveva sottolineato la necessità di «mantenere il mio ruolo di tecnico, visto che io sono un funzionario e non voglio fare politica». Aveva chiesto anche una messa a punto alla struttura. Prima di Monti e della nuova governance. Adesso anche la Procura mette gli occhi su uno degli uomini-chiave della ricostruzione.
«VOLTARE PAGINA». Il parlamentare di Fli Daniele Toto, commentando la notizia di proroga delle indagini a carico dell’architetto Fontana capo della struttura tecnica di missione per la ricostruzione dell’Aquila, ha dichiarato: «La notizia delle indagini della Procura aquilana, con l’ausilio, per quel che si apprende, della polizia giudiziaria pescarese, sul capo della struttura tecnica di missione per la ricostruzione dell’Aquila, finisce per assestare un colpo alla credibilità del percorso scelto dal governo precedente per cogliere obiettivi fondamentali, complessi e delicati come quelli posti dalla ricostruzione dell’Aquila. L’occasione, pur non fausta, indica che è giunto il momento di voltare pagina nell’attività post-sisma all’Aquila, smantellando le strutture, a partire da quella commissariale, che fino a oggi hanno dato pessima prova di sé o per inerzia o per non aver assicurato un’attenta e tranquilla gestione dei propri lavori. Confidiamo che il governo Monti e il ministro Barca, in particolare, che già si sono mossi con chiarezza di idee e fermezza di intenti, pongano il capoluogo abruzzese nelle condizioni di avviare finalmente un percorso concreto e virtuoso per la propria rinascita».

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