AL SECONDO giorno, si scopre che l'alternativa, in quanto tale, non c'è. O va potenziata: crisi, tagli, guasti e caro benzina permettendo. Stavolta l'inferno colpisce, infatti, chi sta dalla parte della Ztl. Cioè chi lascia l'auto a casa e si fida dei trasporti pubblici. È il secondo test di Grande Isola a Chiaia. E presenta un paradosso. Meno auto e meno ingorghi verso il centro, causa lo shock del lunedì nero. Ma anche crisi del sistema "parallelo".
LE PENSILINE esplodono di viaggiatori in attesa. I treni della Metropolitana e di altre ferrovie sono stracarichi. Alle metro di piazza Cavour e di Montesanto la ressa di chi non vuole aspettare la corsa successiva finisce in scontro verbale o rissa. I tabelloni lampeggiano con continui ritardi di 20 minuti. Va in tilt la linea 2 della metro. Disservizi alla Cumana. E la Circum all'agonia. Si tratta, certo, di nodi legati ai recenti tagli, che pre-esistono alla Ztl di Chiaia, e la cui gestione non è del Comune. Eppure, è lecito attendersi sinergia e intese istituzionali, alla vigilia di un provvedimento di pedonalizzazione di tale impatto. Eccola, la rete alternativa che non regge. Almeno, non al secondo giorno di Ztl. Rosaria, 47 anni, per non premere su Chiaia, era partita da Portici in Circum diretta poi a piazza Amedeo: arriva invece a Porta Nolana, terminal di Vesuviana, «con 45 minuti di ritardo, lo dite voi al vostro sindaco?», urla. Francesco, da Pozzuoli, rappresentante di commercio, inveisce alla biglietteria in sotterranea di piazza Garibaldi. Ha perso «un appuntamento di lavoro: un'ora di ritardo». E così l'avvocato Michele Lauria, l'amministratore di condominio Antonio Perna, l'insegnante Angela Scognamiglio. Chi decide di accogliere la linea dell'amministrazione comunale, chi aderisce al perentorio invito del sindaco "Bisogna abituarsi", chi fa il tifo per la neonata Zona a traffico limitato, viene fatalmente tradito dai mezzi pubblici. Si ritrova ad attendere anche 40 minuti una corsa. O intrappolato su banchine d'attesa dove regna il caos. Il secondo giorno, dunque, comincia con un paio di correttivi al piano di Chiaia, ma è l'inferno per i viaggiatori senz'auto. E la città presenta un altro conto, una diversa dicotomia. Se lunedì ha segnato la battaglia in superficie tra chi voleva entrare o uscire dalla Ztl, ieri va in scena un paradosso: in centro, c'è un minor volume di auto a premere sui contorni della Zona pedonale e chi sceglie di girare in auto trova una città alleggerita e assai meno caotica. Gli altri, che puntano sui mezzi pubblici, fanno i conti col cedimento del sistema. Su, in superficie, con i soliti 450 vigili concentrati sulla Ztl, e i 14 varchi rigidi ma veloci, l'aria migliora. Ecco Napolipark che "si sveglia" e comincia a lavorare sul Corso Vittorio Emanuele: viene affissa finalmente la segnaletica per i divieti di sosta, si informano le migliaia di residenti che entro le 24 di oggi dovranno sparire auto e scooter parcheggiati sul lato destro (se si proviene da Mergellina) per poter completare le operazioni di copertura del manto stradale, rimaste clamorosamente a metà. Da domani, così, la polizia municipale può procedere con sanzioni o rimozioni. Intanto, a valle, in piazza Garibaldi, dov'è appena cambiato il senso di via Galileo Ferraris e dintorni, il disagio immediato si somma ai disagi del giorno prima. «Hanno fatto un altro cambiamento e ci sono rimasto in mezzo anche stamattina. Ormai scendo da casa con il terrore di non sapere più dove buttare questa macchina», si sfoga Amedeo, commesso di un supermercato. Viene dal centro storico e va al lavoro verso San Giovanni a Teduccio. Alessandra, impiegata in un ufficio pubblico, due figli a casa con la tata, è imbottigliata all'altezza di corso Garibaldi: «Devo capire quale sarà il destino dei pendolari in questa città. Ormai è una specie di gioco del gatto col topo. Ma se avessi preso una metropolitana, non so come mi andava. Mi ha appena chiamato una mia amica, è bloccata ad aspettare un treno che non arriva mai». È una foto in tempo reale. Quindici metri sotto quelle auto, distribuito in varie direzioni, va in scena il caos. D'altro canto, dai grandi ai minimi trasporti, non decolla neanche il minimo ammortizzatore. Un esempio: il "tender bus", che dovrebbe collegare piazza Municipio a Mergellina con frequenza di8 minuti, più che tenero sembra evanescente. Repubblica ha compiuto un piccolo test. Ha chiesto ad 8 vigili, tra le 12 e le 14.30 di ieri - tre operatori impegnati alla fine di via Medina, tre in piazza Municipio, due in piazza Vittoriase avessero visto passare il "tender bus" o ne conoscessero le coordinate. Hanno allargato le braccia. «Bella domanda». «Francamente non l'ho visto». «Me l'hanno chiesto due signore, purtroppo non so se c'è uno stazionamento». «Aspettate alla pensilina, magari passa»