Iscriviti OnLine
 

Pescara, 11/04/2026
Visitatore n. 753.021



Data: 29/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Riforma elettorale - Sulla legge elettorale aumenta la tensione. Di Pietro accusa: «Si va dalla porcata alla vaccata». Rabbia di Vendola, vertice Pdl

ROMA. I tecnici di Pd, Pdl e Terzo Polo, si sono riuniti anche ieri per provare a buttare giù il testo della nuova legge elettorale ma la strada che dovrebbe portare a un accordo capace di reggere alla prova del voto in Parlamento è piena di ostacoli. Ragion per cui, ieri si è deciso di formalizzare l’intesa sulle riforme costituzionali (riduzione del numero dei parlamentari, rafforzamento dei poteri del premier, superamento del bicameralismo perfetto) e di rinviare ad una prossima riunione la discussione sulla legge elettorale. Nel frattempo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita i partiti ad andare avanti «rapidamente» sulle riforme, mentre Mario Monti preferisce non commentare l’intesa di massima raggiunta dai segretari della sua maggioranza: «Accordo? Non ho letto i giornali...».
Si andrà al voto con una nuova legge? Pierluigi Bersani assicura che per il Pd è una «priorità» ma poi allarga le braccia e non offre nessuna certezza: «Ho fiducia ma non posso dire che il percorso sia sicuro non tanto per quanto riguarda il Pd, che ha un dibattito trasparente, ma sul fatto che tutti abbiano intenzione di cambiare la legge elettorale». Quel che è certo è che la bozza di riforma concordata da Alfano, Bersani e Casini, segna un ritorno al sistema proporzionale (no all’obbligo di coalizione, premio di governabilità, soglia di sbarramento al 4-5 per cento) e rischia di far saltare l’allenaza tra Pd, Idv e Sel. Nel centrosinistrta esplode la rabbia degli esclusi. Antonio Di Pietro accusa Bersani di voler passare «dalla porcata alla vaccata» mentre Nichi Vendola promette una «reazione durissima». Ma i problemi ci sono anche e soprattutto nel Pd. A guidare il gruppo degli scontenti è il bipolarista Arturo Parisi che arriva ad ipotizzare l’addio alla Margherita e al partito.
Ma i maldipancia riguardano anche il Pdl. E sono fortissimi. L’idea che con la riforma elettorale che sembra prendere corpo il Terzo Polo sia destinato a giocare il ruolo del jolly, toglie il sonno a chi non vorrebbe mai riprendere il viaggio insieme ai “democristiani” e insiste sulla strada del bipolarismo. Domenico Nania chiede di evitare «lacerazioni» interne, Fabio Rampelli dice no al «ritorno della Balena bianca» e l’ex ministro Matteoli chiede di convocare i vertici del partito. Risultato: martedì prossimo si riunirà l’ufficio di presidenza del Pdl.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it