LUNEDÌ ERA in servizio, come quasi ogni giorno da 11 anni a questa parte. Ieri era a casa senza più un lavoro. Sauro Certini, dipendente di Autolinee Toscane, l'azienda di trasporto che serve la zona del Mugello, è stato licenziato. Il motivo? Riduzione del servizio. Lo ha spiegato chiaro all'interessato Jean-Luc Laugaa, l'amministratore delegato dell'azienda che è controllata al 100% dai francesi di Ratp Dev. «Sono stato convocato lunedì per il giorno successivo. Non riuscivo a comprenderne la ragione, mi sono subito allarmato. Ho chiesto ai sindacati, ma non ne sapevano nulla», racconta l'autista. «Mi è crollato il mondo addosso quando, durante l'incontro, l'amministratore delegato e il direttore d'esercizio mi hanno spiegato che, a causa dei tagli al servizio e agli aumentati costi di gestione dell'azienda, avevano deciso di licenziarmi». «Dall'oggi al domani, dopo 11 anni di lavoro, mi hanno dato il benservito senza preavviso. Ringrazio l'azienda per avermi fatto piombare nell'inferno», si rammarica Certini. Che da 15 anni lavora nel settore e che ora non sa più dove andare a sbattere la testa. MA PERCHÉ, viene da chiedere, è stato licenziato lui e non un altro? E perché solo lui, su 35 dipendenti? Un dipendente in meno non basta davvero a rimettere a posto i conti di un'azienda, che, peraltro, è tra le sei che ha presentato domanda di partecipazione al bando per l'acquisto di Ataf Gestione, nella quale confluiranno i mezzi e i lavoratori dell'azienda fiorentina di trasporto pubblico locale. «Mi hanno spiegato che hanno scelto me - risponde l'autista - perché io non ho figli e non sono sposato. Inoltre, sono tra i più giovani. Ho 37 anni, sono solo, è vero. Peccato però che abbia un mutuo da pagare e un fratello disoccupato da mantenere. Non ho nemmeno i genitori che mi possono dare una mano. E poi ho alle spalle dieci anni di anzianità di servizio». Non è tutto. «Sono referente dei Cobas in Autolinee Toscane. Di certo ha contato qualcosa quando hanno deciso chi fare fuori». Adesso Certini è a casa, con la lettera di licenziamento in mano, che non ha firmato, ma che ha impugnato, decidendo di adire le vie legali. DA QUANDO sono iniziati i tagli, Certini è ufficialmente il primo lavoratore licenziato dalle aziende di trasporto pubblico della Toscana, che già da tempo, pur assicurando il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, paventano scenari apocalittici se le sforbiciate alle risorse proseguiranno. Anche la gara unica regionale per l'affidamento del servizio è temuta per le ricadute sui posti di lavoro. Ma il punto forse è un altro. Questo licenziamento per motivi economici suona come un'anticipazione degli scenari che si apriranno con il futuro articolo 18. E' quanto sostengono i sindacati degli autoferrotranvieri che sono sul piede di guerra e hanno già attivato le procedure che porteranno alla proclamazione di uno sciopero regionale dei trasporti.