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Data: 30/03/2012
Testata giornalistica: Il Mattino
La crisi del tpl - Acms, negato l'«esercizio provvisorio»

Deluse le speranze residue delle istituzioni casertane, svanisce il «miraggio» di mantenere in vita Acms attraverso l'esercizio provvisorio. Ieri mattina l' istanza avanzata dal curatore fallimentare Michele Sandulli, dietro sollecitazioni delle forze sociali, non è stata accolta dal Tribunale di Santa Maria, in particolare dai giudici Lucio Di Nosse e Gian Piero Scoppa. L'azienda, secondo quanto è dato di sapere, accusa perdite di 400mila euro al mese, risulta inimmaginabile farla sopravvivere, sia pure a termine, con un'esposizione debitoria così grave. La stessa curatela fallimentare ha provveduto sempre nella mattinata ad acquisire presso la sede dell'ex Acms, nella Saint Gobain, la documentazione per costituire l'inventario dei beni e per dare corso alla procedura. A seguito di così importanti sviluppi, non ha trovato riscontri significativi l'incontro fissato nel pomeriggio a Napoli, al Centro direzionale dove si sarebbe dovuto decidere sull'affidamento transitorio delle linee. Al tavolo regionale, in realtà, si sono ritrovati i funzionari del settore, alcuni dirigenti territoriali, le organizzazioni sindacali di categoria. Nell'occasione è stata appena abbozzata una prima informativa sulle manifestazioni di interesse finora pervenute. La prima è quella del Ccm, che sarebbe in condizione di gestire le linee extraprovinciali, ma con un numero di dipendenti di poche decine di unità. La seconda è quella del Cpl, interessato a tutte le tratte, ma con indicazioni ben restrittive circa il riassorbimento del personale. Insomma la trattativa è tutta ancora da avviare, anche che se il curatore fallimentare avrebbe prospettato la disponibilità nei riguardi dell'eventuale azienda affidataria per l'utilizzo in locazione di alcuni beni e strutture di Acms. Domani la verifica dovrà trovare comunque uno sbocco (l'appuntamento al Centro direzionale è fissato per le ore 11) ma il percorso resta sempre in salita. Nel frattempo continuano a ritrovarsi sotto sequestro i pullman all'interno del deposito di Marcianise, quindi anche in una giornata straordinaria come quella di oggi resterà bloccato il servizio. In questo coacervo di problemi, spicca il nodo occupazionale dal momento che a tutt'oggi i 470 dipendenti si ritrovano senza alcuna protezione in termini di ammortizzatori sociali. Infatti il default decretato dal Tribunale non consente deroghe per il mantenimento del posto di lavoro, neppure sussiste la cig per aziende che producono servizi (lo scorso anno lo strumento integrativo era vigente soltanto in deroga). Proprio per questo le organizzazioni sindacali impegneranno al più presto la cabina di regia regionale guidata dall'assessore Nappi, nell'intento di erogare i finanziamenti previsti dal Fondo di sostegno per il Tpl. «Credo che non tutti abbiano preso coscienza della drammaticità della situazione - ha annotato Carmine Crisci leader della Cisl -. A tutt'oggi non ancora si riesce ad individuare un soggetto pubblico che sia in grado di unificare la gestione di tutte le linee ed assorbire tutto il personale. A questo proposito credo che da subito bisogna chiedere un intervento del ministro del lavoro Fornero»

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