SULL'EDIZIONE di martedì di Repubblica veniva lanciata la notizia di un'importante novità contenuta nel corposo pacchetto del decreto "Cresci Italia" appena convertito in legge: riguarda l'Authority dei trasporti, un nuovo soggetto che dovrebbe svolgere un ruolo di regolatore di settore. Nel testo approvato dal Parlamento, si sono quindi superate le varie ipotesi circolate al riguardo in questi mesi, che ipotizzavano un'estensione delle competenze delle Autorità esistenti al settore dei trasporti, ovvero immaginavano di costruire l'Autorità con risorse distaccate da organi e istituzioni già preposti alla disciplina delle diverse materie. L'Autorità esisterà invece come soggetto autonomo e indipendente, e avrà una dotazione di organico composta da nuove assunzioni per il 50%; la scelta appare opportuna, onde "costruire" un soggetto davvero nuovo, che non debba prendere in carico funzionari provenienti da altre amministrazioni, magari certamente competenti, ma spesso "formati" secondo modelli diversi da quelli di un regolatore indipendente. Tanto più che le competenze previste per questa nuova Authority (regolazione tariffaria, rimozione alle restrizioni di accesso ai mercati, controllo dell'efficienza dei concessionari dei servizia rete, disciplina dei servizi pubblici di trasporto locale, taxi compresi, ecc.) sono suscettibili di notevole modellazione proprio nella concreta attività e nell'indirizzo che questo soggetto potrà svolgere. Un'altra notizia importante concerne la sede di questa Autorità, tuttora indefinita: è previsto che essa sia determinata con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ciò significa che, ad oggi, nulla è apparentemente deciso quanto alla città che ospiterà questa nuova Authority. * ordinario di Diritto dell'Unione Europea ( dalla prima di economia) IN PASSATO era circolato il nome di Genova, oltre a quello di Torino; è un fatto che, nella prassi, le Autorità siano distribuite sul territorio nazionale in città anche diverse da Roma e in effetti l'esperienza dimostra che la localizzazione dei vari "poteri" in città diverse eviti commistioni col potere centrale e contribuisca all'indipendenza e conseguente autorevolezza delle istituzioni (l'esempio più chiaro in questo senso è dato dalla Repubblica Federale Tedesca). Se Genova può vantare qualche eccellenza e credenziale, ciò avviene proprio nel settore dei trasporti: in queste materie, abbiamo una tradizionee una cultura professionale, di business, ma anche accademica e scientifica, che non ha eguali in Italia. La candidatura di Genova appare quindi non solo seria, ma anche credibile geograficamentee storicamente. Per una città cheè stata e tuttora rimane in larga parte la "capitale" dei trasporti, e che purtroppo, negli ultimi anni, ha perso centralità decisionale, industria, lavoro, e prospettive di crescita, l'occasione andrebbe colta per confermarsi a questo riguardo nella propria vocazione più tipica. Speriamo che di questa importante opportunità si accorgano tutte le nostre forze politiche.
(*) Ordinario di Diritto dell’Unione Europea