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Pescara, 11/04/2026
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Data: 30/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Stop alle auto a Pescara di Aristide Ricci (*)

Gentile Direttore, a Pescara si dibatte da più di un ventennio di traffico e di viabilità cittadina. Le amministrazioni che si sono avvicendate in questo lasso di tempo hanno tentato, senza successo, di trovare soluzioni possibili al problema, a volte ricorrendo anche a studi costosi affidati a tecnici esterni che non hanno mai portato a risultati concreti. Un sindaco, Michele De Martiis, affidò agli uffici comunali la redazione del piano traffico cittadino con proposte apprezzabili che furono accettate e ritenute valide da buona parte delle forze politiche e sindacali locali. Purtroppo, quel piano non piaceva ai commercianti pescaresi, che incaricarono il potente politico di turno per farlo bocciare in consiglio comunale. Da allora la mancata soluzione dei problemi della viabilità cittadina ha portato a conseguenze gravi e serie per la salute di chi vive a Pescara. Adesso si è capito finalmente che di traffico ci si può ammalare ed anche morire! Ricordiamo gli allarmi inascoltati del compianto Glauco Torlontano.
Ora, con il ritardo solito che caratterizza l’azione politica di chi ci rappresenta nelle pubbliche istituzioni, si tenta disperatamente di metterci una pezza a colori, ma i risultati sono veramente miserevoli. Infatti, si fa finta di non capire che chiudere il centro città per qualche giorno o per più giorni la settimana è un pannicello caldo che non modifica minimamente la quantità di polveri sottili e degli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera. Si fa finta di non capire che la presenza dei megaparcheggi nel centro città fa a pugni con le misure tese a fluidificare il traffico, quindi non aiuta a decongestionare la viabilità cittadina. 120 mila auto private che attraversano il territorio di Pescara ogni giorno sono incompatibili con le dimensioni e le caratteristiche territoriali del capoluogo adriatico: anche su questo assunto credo non ci siano dubbi. Così come è impensabile di poter migliorare la viabilità cittadina per rendere l’aria più respirabile, dirottando una massa di automobili da un’arteria viaria ad un’altra. Così facendo si avvelena chi vive nelle aree prospicienti le isole pedonali. Io credo che non si possa sfuggire ad un unico imperativo che la situazione di emergenza ambientale impone: meno auto in città tutti i giorni potenziando davvero i sistemi di mobilità alternativi all’automobile privata, come il trasporto pubblico ed i percorsi ciclo- pedonali.
Occorre, a mio parere, limitare il numero delle auto che entrano a Pescara, dopo aver monitorato lo stato dell’aria. Se le centraline indicheranno che il livello di guardia è stato raggiunto, perché le quantità di polveri sottili e di sostanze dannose nell’atmosfera avranno superato i limiti previsti dalla normativa vigente, come avviene purtroppo tutti i giorni, non c’è altro rimedio che quello di bloccare l’ingresso delle auto per evitare il peggio.
Non credo ci siano alternative o palliativi nella condizione attuale. È il metodo seguito nelle altre città italiane che sta dando risultati importanti. Una volta che gli stili di vita di chi vive a Pescara saranno cambiati radicalmente, se ne potrà riparlare.

(*) già Segretario della Filt Cgil Abruzzo

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