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Data: 30/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Febo: Chieti tra le città più tartassate con l’Irpef. L’opposizione attacca Melideo: siamo al 9º posto in Italia tra i capoluoghi di provincia

CHIETI. «Impegnato a lodare il sindaco Di Primio, l’assessore Melideo legge la classifica del Sole 24 Ore all’incontrario e colloca Chieti tra le città in cui l’aumento dell’addizionale Irpef è tra le più basse». Il consigliere di Chieti per Chieti, Luigi Febo, non fa sconti al delegato alle Finanze della giunta di centrodestra che, nel descrivere la condizione media del contribuente teatino, parla di «ritocco» della pressione fiscale, rifuggendo il concetto più realistico di stangata. Melideo ha detto anche che il riaggiustamento tariffario e tributario è necessario per pagare i debiti della vecchia amministrazione. Ma che il Comune di Chieti sia tra i più tartassati d’Italia lo ha certificato nei giorni scorsi proprio il quotidiano economico di Confindustria. «La verità», riprende Febo, «è che Chieti risulta al nono posto tra i comuni capoluogo di provincia e, in Abruzzo, è seconda solo a Teramo. Nel dicembre scorso, in sede di approvazione in Consiglio comunale, lo stesso Melideo aveva affermato che l’aumento sarebbe stato utilizzato per far fronte ai minori trasferimenti da parte dello Stato. Un’altra verità», prosegue il consigliere di opposizione, ex assessore ai Lavori pubblici dell’amministrazione Ricci, «è che l’aumento dell’addizionale Irpef è stato deliberato dalla giunta Di Primio solo ed esclusivamente per fare cassa sulle spalle dei cittadini». La commissione comunale Bilancio, bocciò infatti la proposta con il voto di tutti i consiglieri dell’opposizione e l’astensione di quelli della maggioranza. «Astensione», riprende Febo, «che la dice lunga anche su come, questa decisione, sia stata mal digerita dagli stessi rappresentanti del centrodestra. In sede di Consiglio abbiamo chiesto una fascia di esenzione per i redditi inferiori a 28mila euro affinché rispondesse, perlomeno, a un principio di equità ma, anche questa richiesta fu respinta perché, parole di Melideo, “Se mettiamo paletti non recuperiamo nulla”. Così», chiosa Febo, grazie al sindaco Di Primio, e alla sua giunta, i cittadini di Chieti - compresi i pensionati e quelli con redditi medio bassi - avranno l’addizionale Irpef massima».
Incerto anche l’utilizzo delle maggiori entrate previste dall’amministrazione, circa ottocentomila euro. «La destinazione di queste risorse», è il giudizio del consigliere di opposizione, «cambia infatti giorno dopo giorno, dai servizi sociali alla copertura di non specificate criticità di bilancio». Come quelle evidenziate nel rapporto di due ispettori ministeriali che hanno già segnalato il caso Chieti alla Corte dei conti.

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