Monti al telefono con Cicchitto si perde l'elogio nei suoi confronti da parte di Obama (che in reltà non c'è mai stato)
Monti, che pasticcio! Ci avevamo creduto pure noi, tanto è credibile il Professore. Avevamo creduto a quello che avevano scritto i giornalisti al seguito del premier, cioè che il presidente Obama aveva elogiato Monti nel suo discorso a Seul, addirittura citando una parte del suo intervento. Tutto falso, a quanto si scopre ora.
Il dubbio è venuto al Il Fatto quotidiano, che rivela come Obama in realtà non abbia mai citato Monti, né mai abbia letto frasi della prolusione del Professore. Basta andare a guardare sul sito della Casa Bianca il video del discorso di Obama e leggerne la trascrizione.
Allora chi ha riferito il falso? Chi sono le “fonti della delegazione italiana” che hanno commesso il peccato tutt’altro che veniale di attribuire a Obama parole mai pronunciate per un eccesso di zelo che ora si ritorce come un boomerang sulla credibilità del capo? Ossia di Monti?
Strano pure che sia rimasta a Roma la portavoce per la stampa estera, Amelia Torres, e si trovi adesso ad arrampicarsi sugli specchi per rispondere agli interrogativi dei giornalisti italiani.
Per inciso, tutto questo rende ancora più pretestuosa la polemica innescata da un’altra notizia spifferata da chi (se non dallo staff di Monti?) e cioè che il Professore avrebbe perso l’elogio diretto di Obama per rispondere a un’intempestiva telefonata del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, per basse ragioni di politica interna.
Intanto infuria la polemica tutta italiana sulla trasferta del Professore, dopo che Monti ha bacchettato i partiti e rivendicato, lui premier tecnico scelto dall’alto, il consenso degli italiani. Una dimensione, questa di Monti che cavalca l’antipolitica, sottolineata dalla simultanea copertina di Chi con l’intervista di Alfonso Signorini a Elsa Monti (Vi racconto il Premier. Anzi… Il mio Mario).
C’è qualcosa che ci sfugge. No, non possiamo credere che il Professore si riconosca nell’immagine di falso destinatario degli elogi di Obama, né in quella di tecnico con un cuore che si rivolge agli italiani pure attraverso le confidenze della consorte nel momento in cui vara misure (necessarie, per carità) che proprio a molti italiani segano le ginocchia (e abbiamo il primo artigiano bonzo che si dà fuoco per le tasse).
Peccato non avere altro da raccontare sulla trasferta asiatica di Monti, altro di sostanziale, perché la sostanza ancora non c’è e non si vede. Giornata di relax, infatti, per il professore. Al mare. Su insistenza dei nipponici che lo hanno invitato, si giustifica lui, per dare un messaggio positivo sul ritorno alla normalità e la possibilità di fare turismo in Giappone in località come Kamakura, sulla baia di Sagami, celebre per i templi shintoisti.
Di certo il premier, uomo colto e riflessivo, potrà trarre ispirazione per neutralizzare le spine del confronto con i partiti dalla contemplazione meditativa della grande statua bronzea di “Amidha Buddha”, che resistette perfino a uno tsunami, nel XV secolo, mentre il tempio intorno crollava.
Che sia un segnale? Che cosa dirà Buddha a Monti? Giriamo la domanda alle “fonti della delegazione italiana”.