Benedice la candidatura di Properzi, cerca di ricompattare il Pdl, annuncia sanzioni per i «ribelli» e inaugura oggi la Winter School di Magna Carta. È un Gaetano Quagliariello a tutto campo quello che accetta di tirare le fila dopo un periodo burrascoso per il partito.
Senatore, quello del Pdl aquilano è un caso nazionale?
«L’Aquila è un po’ lo specchio della situazione italiana. La politica sta ripartendo, sono saltate le vecchie alleanze. Vale anche per il nostro partito che sconta due fattori: il venir meno del perno del sistema politico italiano degli ultimi anni, il berlusconismo, e il cambiamento di ruolo del Cavaliere, da premier a punto di riferimento. Noi sappiamo che la situazione è particolarmente difficile, ma sappiamo anche qual è la nostra ambizione: diventare il più grande partito di riferimento del nuovo schieramento dei moderati».
Come mai si è arrivati con ritardo all’ufficializzazione del candidato?
«Molto è stato condizionato dalla presenza di un altro candidato di area moderata (Giorgio De Matteis, ndr). Credo che hanno giocato un ruolo anche le beghe locali. Fino alla fine si è cercato di trovare il modo per rappresentare tutti I moderati con una sola candidatura».
In questo quadro come si inserisce la candidatura di Properzi?
«Non è una scelta di serie B: ha le caratteristiche della nuova politica. È un urbanista, un tecnico, un professionista. Un valore aggiunto per la città che punta a rinascere».
Il Pdl, invece, a cosa punta? È il ballottaggio l’obiettivo minimo?
«Puntiamo a fare un buon risultato. Ad essere il primo partito dell’Aquila. Poi giocheremo la nostra partita fino in fondo, affinché non vinca la sinistra».
Significa prevedere un accordo al secondo turno?
«Si vedrà dopo. Tutto il peso del Pdl in questo momento è riservato al nostro candidato, non ci sono altre remore».
È d’accordo sulle sanzioni proposte da Alfano per chi ha abbandonato la linea del partito?
«Se ne occuperà il segretario. Comunque non si farà finta di niente. Il partito non è un albergo a ore: o si sta dentro o si esce».
Berlusconi è intervenuto sul caso-L’Aquila?
«No, la sua presenza è diversa da quella partitica».
Siamo alla vigilia della terza edizione della Winter School (al via oggi all’Aquila, ndr).
«Siamo un po’ in ritardo, ma la neve non si è ancora sciolta (ride, ndr). È il segno di un partito che vuole lasciare il segno e continuare a formare una classe dirigente. Siamo consapevoli di avere una responsabilità, a cavallo del terremoto il nuovo Abruzzo è nato sotto il segno del centrodestra e vorremmo proseguire nel tempo in questa maniera».
C’è la giusta attenzione del governo sul problema terremoto?
«Gianni Letta meriterebbe un plauso da parte degli abruzzesi, è difficile trovare una costanza come la sua. Gianni Chiodi rappresenta la continuità, fino a che non c’è un grido d’allarme da parte sua va bene».
Gaetano Quagliariello, 52 anni, docente universitario, è senatore del Pdl e presidente della fondazione Magna Carta dal 2003. È vicepresidente vicario del gruppo del Pdl al Senato.