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Pescara, 11/04/2026
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30/03/2012
Il Messaggero
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I sindacati: «Politici, fermate il progetto Chiodi-Carpineta» Cgil, Cisl, Uil e Direr: «Testo lacunoso, ignorati i problemi dell’ente» |
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Contestata la riforma dell’amministrazione regionale
PESCARA - Sindacati all’attacco della legge di riforma dell’amministrazione regionale presentata martedì dal governatore Gianni Chiodi e dall’assessore al Personale Federica Carpineta, che avevano detto di essere pronti ad ascoltare i rappresentanti dei lavoratori ma che, in ogni caso, sarebbero andati avanti con la riforma, un po’ sul modello Monti-Fornero. I sindacalisti ci hanno pensato su un paio di giorni e ieri, con una nota a firma di Carmine Ranieri, Vincenzo Traniello, Silvana De Paolis e Fabio Frullo (Cgil, Cisl, Direr e Uil) hanno sparato a zero sul progetto: «E’ un disegno di legge lacunoso, confuso e disomogeneo. Siamo stati convocati dalla Carpineta per un confronto sulle modifiche da apportare alla legge n.77 una sola volta, e in quell’occasione abbiamo esternato tutte le perplessità e i punti di caduta del progetto di riorganizzazione della Regione. L’assessore si era impegnato a recepire le osservazioni e ritornare al tavolo di concertazione con il testo definitivo del disegno di legge prima di portarlo in Giunta per l’approvazione. Sono passati cinque mesi da quell’incontro e il progetto di legge è stato ritoccato per ben sette volte, ma ad oggi nessuna convocazione ci è arrivata, né tantomeno ci è stato inviato il testo che verrà portato nella prossima Giunta regionale per l’approvazione. E’ chiaro che assessore e presidente vogliono sottrarsi al confronto, dal sindacato sempre auspicato per costruire un nuovo modello organizzativo condiviso, che avesse come obiettivo quello di razionalizzare le risorse umane ed economiche recuperando efficienza ed efficacia nell’azione amministrativa. Riteniamo che il processo di riforma è ineludibile ma non possiamo accettare l’assunto di Chiodi e Carpineta che ritengono di buttare alle ortiche anche quanto di positivo è stato fatto». Per i sindacati «è mancata da parte di Chiodi e Carpineta un minimo di autocritica nella gestione del personale di questi ultimi tre anni: nessuna verticalizzazione e valorizzazione delle risorse umane; nessun progetto formativo strategico del personale; sproporzione della distribuzione delle risorse umane tra le varie direzioni; nessuna pianificazione; nessuna quantificazione delle risorse da assegnare al salario accessorio del personale, con adeguati modelli di incentivazione secondo gli obiettivi da raggiungere; mancata rotazione dei dirigenti fra le varie strutture regionali». I sindacati contestano a Chiodi e Carpineta «la mancanza di un progetto strategico complessivo che valorizzi le professionalità esistenti all’interno dell’ente. Questo disegno di Legge di riordino è un proclama preelettorale che non parte da un’analisi dei bisogni e delle disfunzioni dell’ente, ma da una visione dirigistica neoliberista, che è totalmente slegata dalla realtà. Trasformare la dotazione organica dell’ente nella dotazione di fatto significa rinunciare ad uno strumento di organizzazione e programmazione fondamentale che, definisce quale dovrebbe essere, appunto, la dotazione del personale nelle singole direzioni, servizi, uffici, in relazione agli obiettivi, alle priorità ed ai carichi di lavoro». Poi l’appello «alle forze politiche abruzzesi per bloccare quest’operazione di facciata che produrrebbe solo effetti nefasti» e la mano tesa alla Giunta regionale: «Siamo totalmente disponibili ad un confronto sui problemi della riorganizzazione».
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