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Pescara, 11/04/2026
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Data: 31/03/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aumenti record per la luce fino al 9,8% entro maggio. Scattano in due tempi: domani il 5,8%, il resto fra un mese

ROMA Primo aprile col botto: l’elettricità aumenterà del 5,8% per il secondo trimestre dell’anno, mentre il gas se la caverà con un più modesto +1,8%. E sarebbe andata ancora peggio se l’Autorità, per la prima volta nella sua storia, non avesse deciso di accantonare, per un mese, l’ulteriore rincaro del 4% direttamente collegato agli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, che viene rinviato alla fine di aprile. Insomma, dal primo maggio l’aumento complessivo, sebbene non sia corretto fare la somma algebrica visto il diverso arco temporale tra i due aggiornamenti, comunque si avvicinerà complessivamente al 10%. Il maggior costo accertato per le famiglie, sulla base dell’attuale scatto, è di circa 50 euro in ragione d’anno: 27 per l’elettricità e 22 per il gas. Secondo la Ferderconsumatori, altri 18 euro andranno messi in conto tra un mese. Per fortuna, quest’anno è cresciuto il bonus per luce e gas per le famiglie bisognose.
Fin qui le nude cifre. L’Autorità, con questo aumento, ha voluto dare «un forte segnale ai decisori politici ha detto il presidente Guido Bortoni sulla sostenibilità degli incentivi. Servono modalità sopportabili per cittadini e imprese, ai quali si sta chiedendo uno sforzo titanico vista la congiuntura economica». L’efficienza energetica e l’energia verde, sottolinea ancora Bortoni, «non sono in discussione». Tuttavia, dopo le numerose segnalazioni inviate a Parlamento e governo e un’ultima in arrivo in queste ore, «la programmazione degli incentivi va reinserita in un percorso di coerenza generale». Insomma, se finora hanno pagato famiglie e imprese attraverso le bollette, l’Authority cercherà di fare ricadere alcuni costi (per esempio sulla stabilità del sistema) anche sui produttori green. Ma soprattutto, Bortoni lancia un pressante avviso: la quota di 6 miliardi l’anno di incentivi per gli impianti fotovoltaici, prevista dal precedente governo con il quarto Conto Energia, si sarebbe dovuta toccare nel 2016 con la previsione di 23 mila Megawatt (Mw)installati. Invece abbiamo già raggiunto il tetto di spesa programmato mentre siamo a 13 mila Mw, una soglia comunque record, raggiunta nel 2011. Inutile dunque farsi illusioni: lo scatto del 4% a maggio avverrà comunque, «a garanzia dei diritti acquisiti». Quel che si può cercare di contenere è l’ulteriore costo sulle bollette nei mesi successivi che salirebbe altrimenti a 10,5 miliardi nel 2012 se il governo non interverrà.
L’appello dell’Autorità non ha colto Corrado Passera, ministro dello Sviluppo, di sorpresa. Proprio in questi giorni sta preparandosi a tagliare gli incentivi con il quinto Conto Energia. Le prime anticipazioni, tra le proteste degli operatori interessati, fanno prevedere un ridimensionamento dei bonus soprattutto per i grandi impianti. Due nuovi decreti ministeriali dovrebbero arrivare entro metà aprile. E ieri a Taormina, Passera ha confermato che il primo riguarderà il fotovoltaico per correggere «le storture di un livello di incentivazione enormemente più alto rispetto al resto d’Europa»; il secondo riguarderà le altre fonti e spingerà «su biogas e biomasse, una filiera più ricca e vera di altri settori». Bordoni ha suggerito di puntare, in modo equilibrato «su efficienza energetica, fonti rinnovabili termiche ed elettriche, oltre ai biocombustibili».
Federconsumatori parla di «costi insostenibili per le famiglie» e chiede al governo «di depurare le bollette da oneri e tasse che hanno un contenuto discutibile con luce e gas». Lo stesso chiedono Boccia e Morando del Pd.

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