Il maxiemendamento del governo alla Finanziaria ha salvato i finanziamenti per il completamento della filovia. Cento milioni all'anno per tre anni saranno infatti versati in un fondo istituito presso il Ministero ai Trasporti per nuovi veicoli: in corsia preferenziale, è il caso di dirlo, c'è finito il filobus che dovrà collegare Montesilvano e Pescara, ma anche arrivare a Silvi verso nord e a Francavilla e Chieti in direzione sud. La notizia arriva da An per voce di Lorenzo Sospiri, documentatissimo nel citare gli interventi già avviati «con la legge 26 febbraio 1992 numero 211 e successive modificazioni»: questi saranno rifinanziati e tra questi è ricompresa la filovia di Pescara, grazie al ministro Di Pietro.
Esulta Sospiri, da sempre sostenitore del filobus, «questo emendamento dimostra ciò che Tullio Tonelli, allora direttore generale della Gtm, ha sempre sostenuto: e cioè che i soldi non sarebbero stati un problema». Già, perché il nodo vero a questo punto è politico e anche tecnico, perché occorre ciè decidere se andare avanti con il progetto o studiare alternative, ammesso che ciò si possa fare senza incorrere nelle ire della Corte dei conti, alla luce delle quote di finanzianmento già spese. «Si può discutere sulla scelta tecnica ma adesso non si può più dire che non ci sono i soldi per completarla» incalza Sospiri nel tentativo di mettere all'angolo gli oppositori, con in testa l'ingegner Mario Sorgentone, che proprio per domani alle 10,30 hanno organizzato sulla strada parco un corteo contro la filovia. Da sempre contrari al filobus «che taglierebbe di nuovo la città in due come ai tempi della ferrovia e che aggraverebbe i problemi di traffico e di inquinamento», i duemila cittadini del comitato Strada Parco capitanato da Sorgentone hanno oggi un nuovo alleato nella persona dell'onorevole Giorgio D'Ambrosio, evidentemente pronto a raccogliere il testimone ovvero il ruolo lasciato dall'ex sindaco di Montesilvano Cantagallo in questa battaglia pro o contro il filobus. D'Ambrosio ha proposto in queste ore di bloccare il progetto e di riutilizzare i fondi in altri investimenti per il trasporto pubblico ecologico. «La gara d'appalto già espletata è ancora all'aggiudicazione provvisoria» ha detto D'Ambrosio lasciando intendere che si può ancora fare marcia indietro. Il deputato della Margherita intende inoltre coinvolgere altri parlamentari abruzzesi per bloccare a Roma l'opera «senza però perdere i finanziamenti da destinare ad altri interventi nell'area metropolitana».