ROMA «L’80% e più della riforma del mercato del lavoro è stata sommersa da una discussione ideologica e simbolica sull’articolo 18». Vai a spiegarlo ai sindacati sul piede di guerra, ai politici che continuano a fronteggiarsi fino a spingersi sull’orlo della crisi, ai tanti lavoratori che inscenano proteste spontanee. Il ministro Elsa Fornero, piomba a sorpresa al congresso Ugl e insiste sul concetto di sempre: focalizzare l’analisi della riforma sull’articolo 18 è limitativo e fuorviante perché il nuovo pacchetto di norme punta a far crescere il lavoro e le tutele sociali. «La riforma - ripete - è per offrire prospettive ai giovani, per dare alle donne le stesse chanche occupazionali, di carriera e di retribuzione che hanno gli uomini. Anche se appariamo freddi e tecnici non vogliamo spaccare il Paese né ho mai fatto parte del partito anti-Cgil. Abbiamo lavorato per tre mesi e siamo arrivati a fine percorso con l’accordo di tutti, tranne che della Cgil. Ho provato personale dispiacere veder ridotto tanto lavoro ad un solo tema». Poi una puntualizzazione: «La riforma non è stata scritta sotto dettatura di organizzazioni straniere. Vogliamo meno blindature per aumentare l’attrattività degli investimenti».
Si riapre automaticamente lo scontro con Susanna Camusso che sull’articolo 18 ha le idee chiarissime: «La sanzione per i licenziamenti illegittimi è il reintegro». Come dire che non la Cgil non accetterà scorciatoie contrattuali. «Bisognerebbe poi spiegare - dice il leader della confederazione di corso d’Italia - perché una mattina hanno improvvisamente deciso che il confronto era finito». E ancora la questione degli esodati: «Dire faremo, faremo e lasciare centinaia di miglia di persone in ansia non va bene». In effetti, ieri mattina il ministro del Welfare a Radio Anch’io, si è impegnata a risolvere il problema entro il 30 giugno: «Dobbiamo trovare risorse per una soluzione equa perché gli esodati possano accedere al pensionamento con le regole precedenti».
Distanze assai ampie tra il titolare del Welfare e i sindacati. Non soltanto con Camusso. Perché Cisl e Uil aspettano novità positive dalla stesura della riforma e Giovanni Centrella ha dichiarato di non avere alcun problema a far scioperare l’Ugl insieme alla Cgil. E a Fornero che ha invitato la stessa Ugl a cambiare idea, il leader del sindacato di via Margutta ha risposto in diretta: «Vero, l’80% della riforma è buona, ma non cambiamo idea sull’articolo 18».
Comunque sia, la riforma va fatta, sollecita Sergio Marchionne. «E la faremo in modo innovativo - garantisce il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - cambiando le regole e mettendole all’altezza delle migliori esperienze europee che sono quella tedesca e danese». Sulla questione interviene anche la Cei: «Nessun avallo per chi non vuole cambiare nulla, va tutelato anche chi non ha lavoro. Serve uno sforzo di tutti - dice monsignor Mariano Crociata - senza che il prezzo sia pagato solo da famiglie e giovani».