Omaggio floreale davanti alla Casa dello Studente e poi visita ai luoghi simbolo della tragedia del 6 aprile
L’AQUILA. Ricerca, programmazione pluriennale e risorse. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo torna all’Aquila per incontrare studenti, docenti e dirigenti scolastici e condividere insieme a loro le strategie per la ricostruzione post-terremoto messe in campo dal nuovo governo.
LA VISITA. Le immagini della Casa dello Studente e il palazzo della Prefettura - i luoghi simbolo della tragedia - ma anche gli stornelli dei bambini della scuola elementare di Gignano nel Musp del circolo didattico «Galileo Galilei». Canzoni come «Novantanove» o «L’Aquila bella mè» risuonano come inni di speranza nel domani, quando a cantare sono i bambini della scuola. Francesco Profumo ne prende uno per mano e entra nel corridoio della scuola. Si chiama Simone Silvestri e fa la seconda. «Mi fai da guida?», chiede al bimbo, tra gli sguardi divertiti dei docenti.
LA SCUOLA. Ad accompagnare il ministro c’è una delegazione della consulta provinciale degli studenti, con in testa il giovane Leonardo Scimia, iscritto al Tecnologico. Sono i primi ad affrontare con Profumo i problemi della scuola, alla luce della situazione post-sisma, ma anche della carenza di risorse a livello nazionale. Problematiche affrontate dall’assessore comunale alle Politiche scolastiche, Stefania Pezzopane anche nel corso di un vertice con i dirigenti scolastici del cratere. «Sono 54 i milioni di euro che occorrono per la ricostruzione delle scuole», riferisce poi l’assessore. «Il ministro mi ha assicurato che i fondi ci sono e sono in mano alla Regione e che avrebbe sollecitato il governatore Gianni Chiodi a trasferirli al Comune che, però, ancora non vede un soldo». Altro problema concerne la manutenzione dei 25 Musp comunali.
IL PERSONALE. Input importante riguarda il problema del personale. In merito alla richiesta di 100 nuovi docenti in più per l’Abruzzo, di cui 60 per L’Aquila, ricevuta nel corso della sua prima visita al capoluogo, Profumo ha sottolineato che «ci stiamo lavorando con la dottoressa Lucrezia Stellacci, capo dipartimento del ministero, per fare un piano in modo da dare una risposta concreta alle scuole, ai bambini e alle famiglie». Il ministro si è impegnato anche ad aprire, insieme al collega Fabrizio Barca, un ragionamento specifico per la situazione del cratere nell’ambito del «pacchetto ricostruzione L’Aquila». Sulle difficoltà di organico è lo stesso dirigente del «Galilei», Nicola Menna, a intervenire, ricordando al ministro di dover controllare 30 plessi scolastici. Problemi che vengono affrontati insieme a Giovanna Boda, direttore regionale uscente, promossa a Roma con l’incarico di capo della Direzione generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione.
DIREZIONE REGIONALE. «Il direttore Boda», assicura Profumo, «continuerà ad avere una presenza sull’Aquila per dare una continuità. Anche per la sua grande esperienza, la sua grande umanità e il suo rapporto con il territorio. Insieme al direttore Boda e alle autorità locali», aggiunge, «andremo a individuare una persona che possa gestire direttamente sul territorio e sia la più adatta per dare una continuità a quanto fatto in questi mesi».
RICOSTRUZIONE. In centro, è il sindaco Massimo Cialente ad affrontare col ministro le problematiche legate alla ricostruzione. Le risposte di Profumo vanno nel senso della programmazione. «Quello che appare», spiega, «è che c’è stato un intervento iniziale estremamente efficace, purtroppo poi tutto si è bloccato». In questa fase attuale, dunque, non si può più andare avanti con piccoli interventi isolati. «Adesso io credo che si debba fare un programma nei modi e nei tempi per fare un intervento che dia una risposta al territorio, alle persone. Credo ci voglia una programmazione pluriennale a fronte della quale», conclude il ministro, «si dovranno poi investire le risorse necessarie». Per il ministro «L’Aquila può diventare un esempio di città intelligente una volta ricostruita, una città in cui si può investire nella ricerca e si può guardare al cittadino».
GRAN SASSO INSTITUTE. A proposito della ricerca, il ministro rilancia anche il Gran Sasso Institute, annunciando che nei prossimi giorni verrà definito il comitato di 5 esperti (tra esponenti locali e nazionali) che porterà avanti il progetto di fattibilità entro l’estate. C’è il tempo anche per parlare di crisi e di governo tecnico, analizzando le difficoltà della Spagna e le scadenze elettorali del 2013.