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Pescara, 11/04/2026
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Data: 31/03/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Riforma Regione, i dipendenti verso lo stop. I sindacati: fallimentare il piano Chiodi-Carpineta. L’assessore: «Lo status quo va evitato»

PESCARA. «La giunta regionale fermi le delibere di azzeramento della dotazione organica e di riorganizzazione dell’Ente,». I sindacati reputano fallimentare la riforma Chiodi-Carpineta e incassano dai dipendenti l’ok allo sciopero. La risposta dell’assessore è in una convocazione per l’11 aprile. «Ma la conservazione dello status quo», avverte, «è l’unica cosa da evitare».
Nel corso di un’affollata assemblea che si è svolta a Pescara, i lavoratori della Regione Abruzzo hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali ed alla Rsu di attivare le procedure di sciopero dei dipendenti. La procedura prevede l’intervento del prefetto dell’Aquila per cercare di conciliare le posizioni delle parti; in caso contrario il sindacato potrà proclamare lo sciopero dei lavoratori. Cgil Funzione pubblica, Cisl Fp, Uil Fp, Direr (Federazione nazionale dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni) e il coordinamento sindacale autonomo delle regioni denunciano, in particolare, «la fallimentare politica di gestione del personale» condotta in questi anni dall’assessore regionale al Personale, Federica Carpineta, e criticano le recenti bozze di modifica dell’organizzazione, minacciando azioni di protesta.
L’assemblea di ieri - assieme a centinaia di dipendenti della giunta regionale c’erano, fra gli altri, Carmine Ranieri (Cgil Fp), Vincenzo Traniello (Cisl Fp), Fabio Frullo (Uil Fp), Silvana De Paolis (Direr) e Domenico La Morgia (Csa) - era stata indetta dalle associazioni proprio per discutere sulla riforma proposta da Carpineta, che «produrrebbe ulteriore disorganizzazione ed inefficienza della macchina organizzativa regionale». «Da anni, oramai», rilevano le organizzazioni dei lavoratori, «la formazione del personale è ridotta al lumicino, il personale è assegnato alle direzioni ed ai servizi in maniera assolutamente disomogenea e senza alcun collegamento con i carichi di lavoro, con le priorità degli interventi e con gli obiettivi strategici della Regione».
Quella di ieri, a detta dei sindacati, è stata un’assemblea infuocata, con i lavoratori che hanno espresso «tutta la loro rabbia nei confronti di un’amministrazione che non è in grado di fare una puntuale analisi dei bisogni e delle disfunzioni dell’Ente e non è in grado di proporre soluzioni adeguate. Gli ultimi provvedimenti che la giunta si starebbe preparando ad approvare», rilevano infatti le parti sociali, «eliminerebbero lo strumento della dotazione organica quale strumento di programmazione ed assoggetterebbero la dirigenza al potere politico».
«Dopo aver dimostrato di non essere in grado di valutare i dirigenti», evidenziano i sindacati, «oggi la Regione vorrebbe circondarsi di una dirigenza fedele piuttosto che capace». La modifica della legge 77/99, relativa all’organizzazione del personale, è stata presentata nei giorni scorsi dal governatore Gianni Chiodi e dall’assessore Carpineta. «Si tratta di un provvedimento nato nel secolo scorso e da quel 1999 ci dividono cambiamenti epocali, che stiamo già vivendo», replica l’assessore che ha convocato i sindacati per l’11 aprile manifestando un’apertura. «Sono certa», aggiunge, «che gli stessi segretari confederali sono consapevoli come me che la conservazione dello status quo è l’unica cosa da evitare, perché i primi a subirne i pregiudizi sarebbero proprio i lavoratori e i cittadini abruzzesi. Va precisato, infatti, che lo status quo è raffigurabile in una regione elefantiaca, ingessata, improduttiva e infine costosa».

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