Gianni Alemanno non ha capito che la sua eventuale riconferma passerà per la battaglia per l’efficienza e per la lotta agli sprechi. Non l’ha capito. La lista sugli stipendi dei dirigenti dell’Atac, svelata due giorni fa da Il Portaborse, è passata sotto silenzio. Non una voce di indignazione da parte del sindaco, tanto meno da parte di qualche amminstratore locale. Forse non hanno compreso la situazione.
Proviamo a spiegarla in un altro modo. L’uomo più potente al mondo, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, guadagna 299.000 euro all’anno. All’Atac ci sono quatto dirigenti che hanno uno stipendio superiore al suo. Il vicepresidente degli Usa, Joe Biden, riceve per il suo incarico un assegno annuale di 165.000 euro. All’Atac ci sono 27 dirigenti che guadagnano più di lui. Sì, avete letto bene: ventisette.
Alemanno poteva – fino a qualche ora fa – non sapere. Ora sa. Possibile che non abbia nemmeno sentito il bisogno di convocare presidente e amministratore delegato per comprendere come sia possibile questa situazione? L’Atac non naviga in buona acque eppure tutto il vertice si assegna il premio di produzione. Sulla base di che cosa? ”Il deficit di gestione dell’anno scorso (96 milioni di euro) - facevano sapere dalla società dei trasporti capitolini nel giugno scorso – è in linea con la perdita registrata nell’anno 2009 (91,2 milioni), dopo aver scontato ammortamenti per 122,6 milioni di euro a fronte dei 119,6 milioni nel 2009″. E di che cosa si premiano?