CELANO. Gioco d’attacco e carta della trasparenza. È la strategia usata dal sindaco dimissionario Filippo Piccone per affrontare i vari temi sollevati dall’opposizione. Innanzitutto, ha annunciato che nei prossimi giorni sarà convocato un consiglio comunale verità, una sorta di banco di prova, quello che lo stesso senatore ha definito «lo snodo della maggioranza». Il consiglio verterà sul bilancio di previsione. Se Piccone constaterà di avere i numeri per l’approvazione ritirerà le dimissioni e continuerà ad amministrare; in caso contrario getterà definitivamente la spugna. Ha anche annunciato ufficialmente che la famiglia Piccone a fine anno lascerà la squadra di calcio.
IL CASO MAP Il caso del milione e mezzo di euro «sparito» secondo l’opposizione e «in cassa» secondo il sindaco aveva bisogno di essere chiarito. «Una serie di voci che circolano in città sta mistificando la realtà», spiega Piccone, «sui moduli abitativi provvisori è sufficiente pensare che il collega Giuseppe Cleofe, autorevole esponente dell’opposizione, ha avuto il buon senso di non firmare la mozione sui Map. Gli altri consiglieri di opposizione, a differenza di Cleofe che è un tecnico, non sanno leggere il bilancio. Ecco i rendiconti del Comune 2009, 2010 e 2011. Nel 2009 abbiamo vincolato fondi per 2 milioni, quelli dei Map, nel 2010 i due milioni sono lievitati di 200mila euro, nel 2011 l’avanzo è salito a tre milioni e mezzo. Se un consigliere comunale, più volte candidato a sindaco, sempre perdente, ancora non impara che un fondo vincolato non va iscritto a un bilancio di previsione o è in malafede oppure non conosce il bilancio, e questo è grave. Nei bilanci ci sono la competenza e la cassa. Nella cassa ci sono i soldi dei Map e sono certificati nei rendiconti ufficiali». Piccone ricorda anche la genesi della questione Map. «Mi chiamò Bertolaso», spiega, «e mi disse: devi fare i Map, ti anticipo 2,5 milioni di euro. Al di là di quello che qualcuno può pensare, Bertolaso è uno che ci vedeva lungo. Infatti, oggi a Celano si spendono 50mila euro al mese per l’autonoma sistemazione. Se non avessimo avuto un’opposizione strumentale che riuscì a far bloccare la delibera dal commissario prefettizio oggi avremmo 157 nuove case che vi assicuro sarebbero state utilissime a soddisfare le necessità delle famiglie. In più i 10 milioni di euro complessivi avrebbero consentito di dare lavoro a tante ditte. Con quei soldi siamo in attesa di finanziare alcuni progetti d’intesa con la Protezione civile. Con questo fango rischiamo che qualcuno decida di riprendersi i soldi».
INDENNITÀ Qui il sindaco, documenti alla mano, informa che «è possibile dimostrare in maniera inequivocabile che le spese per i dirigenti, da quando sono sindaco, sono state ridotte da circa 350mila euro agli attuali 187mila. Abbiamo fatto un’operazione di trasparenza. I miei amministratori non hanno preso un euro, se non qualche rimborso, con un guadagno di 800mila euro in 8 anni. Non ho mai ricevuto un centesimo dal Comune. Mi sembra strano», e qui Piccone ironizza sul ruolo di Elio Morgante, il vicesindaco silurato, «che l’ex vicesindaco abbia condiviso tutto ciò e solo dopo l’avvicendamento si sia mostrato contrario. Lo staff del sindaco, in realtà, è un gruppo di lavoro per il Comune. Sono cinque ragazzi che lavorano molto e costano in maniera congrua. La curiosità è che è stato costituito dall’ex vicesindaco Morgante, da me condiviso naturalmente, che in quell’occasione ha presieduto la giunta».
CELANO CALCIO L’annuncio ufficiale del disimpegno della famiglia Piccone, e in particolare del presidente Ermanno, un’istituzione sportiva in città, è una novità che peserà non poco sui destini futuri della squadra di calcio. «Quando il Celano alcuni anni fa venne promosso in serie C2», ricorda il sindaco Filippo Piccone, «lo stadio non era adeguato alle normative vigenti. Allora il Comune di Celano, proprietario della struttura, per far iniziare alla squadra il campionato, fece realizzare dalla società sportiva con i fondi del Comune, una serie di lavori compresa una foresteria, producendo un notevole risparmio per l’attuale società sportiva e per quella che verrà, perché la foresteria non è della famiglia Piccone, ma del Comune di Celano oggi e per sempre. Come Comune abbiamo dato alla società sportiva quello che è stato sempre riconosciuto. Prima erano 80 milioni oggi sono 80mila euro».
FOTOVOLTAICO «Quando mi sono candidato a sindaco», dichiara Piccone, «con chiarezza ho detto ai cittadini: non garantisco i tempi di presenza, ma sfrutterò le mie relazioni politiche per Celano. Dopo due anni di lavoro sono riuscito a ottenere, nel Decreto Milleproroghe 2010, come unico firmatario di un emendamento, poi sottoscritto da altri senatori compreso Franco Marini, che gli Enti locali, avessero il doppio degli incentivi. Con un progetto di 20 megawatt arriveranno fino a 50 milioni di euro. Perché l’opposizione si ostina a non capire che sono fondi che finiscono a Celano e per Celano?».
DIMISSIONI Sull’argomento più delicato Piccone è molto chiaro: «Non avrò problemi a ritirarle se avrò la maggioranza: nell’interesse della città per continuare il programma che ci siamo dati e per far crescere questo gruppo di giovani. Di sicuro l’interesse per la mia città è più importante di quello per il partito. Lo sanno anche a Roma».
COMMISSIONE Una commissione d’inchiesta sarà istituita per fare chiarezza «su una montagna di progetti non rispondenti alla normativa vigente», precisa il sindaco, «essa vaglierà tutti i progetti e gli eventuali abusi edilizi. Se la commissione scoprirà che ci siamo sbagliati bene, altrimenti le carte andranno direttamente in Procura».
AGGREGATI Sul tema che lo riguarda direttamente il sindaco ha spiegato che «a Celano ci sono alcune decine di aggregati. Quando sono stato informato dell’inclusione della mia casa ho chiamato i tecnici e ho chiesto di essere escluso. Mi hanno spiegato che non potevo farlo perché condizionerei i lavori per le parti comuni».