ROMA Si apre oggi una settimana decisiva per la riforma del lavoro. Domani il Consiglio dei ministri, anche se del testo del ddl Fornero non c’è ancora traccia. Fioccano indiscrezioni, come quella della conciliazione obbligatoria per i licenziamenti economici, ma un articolato definitivo aspetta il ritorno di Monti, questa notte. Ieri intanto nel governo si è scatenata una nuova polemica. Una stilettata in piena regola: «Se ha la soluzione se ne faccia carico». Poche parole, sibilate in tarda serata dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per colpire al cuore il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo che nel pomeriggio aveva parlato di una generica soluzione per i circa 350 mila (stime mai confermate ufficialmente) esodati, ovvero lavoratori presi in contropiede dalla riforma previdenziale di fine anno e rimasti per vari motivi senza pensione e senza lavoro.
A completare il quadro - che potrebbe avere qualche conseguenza sul piano degli equilibri nell’esecutivo - si è aggiunto poco dopo le 22 un twit del leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Eccolo: «Gli esodati sono un problema troppo serio per parole in libertà soprattutto da chi è membro del governo. Un po' di sobrietà per favore!»
Il governo da tempo sta cercando di trovare una soluzione che in parte (aumento delle sigarette) è stata già individuata per chi era in mobilità. In attesa, molti rischiano ora di attendere anni, magari anche cinque, sei o sette, prima di riottenere una fonte di reddito. «Non lasceremo queste persone per strada - ha detto Gianfranco Polillo a «In Onda» prima di consegnare ai microfoni de La7 una dichiarazione forse non sufficientemente meditata. «Gli esodati hanno firmato un accordo con le aziende: se cambiano le condizioni che hanno legittimato quell'accordo, secondo i principi generali dell'ordinamento giuridico, possono chiedere che quell'accordo sia nullo», ha sostenuto l'esponente del governo aprendo di fatto al possibile reintegro dei lavoratori in azienda. Ma la percorribilità di quest' ipotesi è tutta da verificare.
Si tratterebbe per molti esodati che hanno negoziato (quando possibile) o subìto (nella maggior parte dei casi) l'allontanamento dal posto di lavoro di dimostrare in qualche modo (ma come?) di essere stati danneggiati dal cambio in corsa delle condizioni previdenziali. Eppure Polillo non ha mostrato dubbi: «Il ministro dell'Economia (incarico ricoperto ad interim dal premier Mario Monti, ndr) non si opporrà a una norma di questo genere: in Parlamento ci sono orecchie sensibilissime su questo», ha affermato. Un vero peccato che a stretto giro di posta sia arrivata la secca smentita della Fornero. Ma in tarda serata, il sottosegretario è tornato alla carica: «Nel codice civile esiste la norma che prevede la possibilità di rimettere in discussione gli accordi sottoscritti quando una delle prestazioni diventa troppo onerosa. E’ un caso estremo che va tuttavia ricordato per contrastare la tesi del tutto e subito».