PESCARA - Dopo la presa di posizione di Paolo Primavera, Confindustria, e Carlo Costantini, Idv, contro l’alzata di scudi dei dirigenti regionali che si oppongono al progetto di ristrutturazione dell’ente Regione presentato dal governatore Gianni Chiodi e dall’assessore Federica Carpineta, tornano in campo i sindacati Cgil Fp, Cisl Fp, Csa, Direr e Uil, con una nota in cui informano d’aver «richiesto un incontro con i presidenti della Giunta e del Consiglio regionali, l’ufficio di presidenza e i capigruppo consiliari per rendere note le nostre preoccupazioni sulle proposte di delibere, da parte della Giunta regionale, per l’azzeramento della dotazione organica e la presentazione di un progetto di legge di riorganizzazione. Chiediamo da anni di modificare l’assetto e le regole di funzionamento della Regione. Le attuali norme hanno oltre dieci anni e oramai sono obsolete. Proprio per tali ragioni, però, si chiede di effettuare modifiche significative e di miglioramento. Si assiste invece ad un semplice maquillage che per di più andrebbe a peggiorare ulteriormente le performance dell’ente».
Per i sindacati «tali norme cancellerebbero utili strumenti di programmazione ed assoggetterebbero ulteriormente il potere amministrativo a quello politico, in difformità con le riforme nazionali sulla pubblica amministrazione sulla separazione dei poteri al fine di ottenere più trasparenza, imparzialità, efficienza ed efficacia della macchina amministrativa. L’assessore Carpineta ha convocato i sindacati per l’11 aprile per discutere di tali proposte. Bene, ma l’importante è che fino ad allora l’esecutivo non approvi provvedimenti che ridurrebbero il confronto ad una pura informazione di decisioni già adottate. I lavoratori della Regione hanno già dato mandato ai sindacati di indire le procedure per lo sciopero, e l’approvazione dei provvedimenti porterebbe ad uno scontro tra le parti senza un confronto serio di merito sulle proposte. Si auspica che il Consiglio regionale, organo deputato ad approvare le leggi di organizzazione dell’ente, possa aiutare il dialogo fra le parti».