NON si può più assistere passivamente alla penalizzazione della stazione ferroviaria di Pescara che pur rappresenta uno snodo importantissimo per l'intera regione. Per questo la Confcommercio torna alla carica e scrive al ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro chiedendo anche l'intervento dei parlamentari abruzzesi e dei massimi dirigenti di Trenitalia e di Centostazioni. Tutti dovrebbero impegnarsi per un rilancio effettivo della stazione che architettonicamente è tra le più belle d'Italia, ma ha perso progressivamente efficienza e funzionalità. Si ricorderà il mancato funzionamento delle scale mobili protrattosi per patrecchi mesi. La prima doglianza della Confcommercio riguarda la soppressione del collegamento con Moncao di Baviera che penalizza notevolmentre l'economia regionale e, in particolare, il settore turistico. Il treno proveniente dalla Germania si ferma ad Ancona e chi vuole arrivare in Avruzzo e a Pescara deve prendere un altro mezzo. Il ministro Di Pietro, a suo tempo interessato da un'interrogazione dell'on. Paola Pelino, aveva fornito una risposta giudicata deludente: lo scalo merci di Porta Nuova non è attrezzato per lo scarcio delle auto al seguito. Ma da chi dipende se non dalle Ferrovie l'adeguamento dello scalo? Nè può ritenersi soddisfacente l'assicurazione fornita dalllo stesso ministro Di Pietro circa lo stanziamento di cinque milioni di euro per il «recupero e la valorizzazione» della stazione ferroviaria centrale a fini commerciali. Netta a tal proposito la contrarietà della Confcommercio che chiede invece l'utilizzazione dei locali e degli spazi della stazione ferrovciaria per la realizzazione del «primo parcheggio custodito coperto nel centro cittadino di Pescara». Secondo l'associazione che raggruppa la maggior parte delle aziende commerciali e dei servizi, «la domanda di parcheggi custoditi risulta estremamente elevata non solo dall'utenza commerciale, ma anche da quella turistica». All richiesta pressante di questo tipo di parcheggi si accompagna il deciso no della Confcommercio «a qualsiasi ipotesi di destinazione dei locali per l'insediamento di qualsivoglia supermercato. Da scongiurare infatti il pericolo che la zona commercialmente più prestigiosa della città si presti ad accogliere una nuova grande struttura distributiva quando il numero e il livello degli esercizi esistenti sono già abbondantemente atti a garantire la migliore ofefrta e il migliore servizio piossibili all'utenza. Al contrario qualunque investimento dovrebbe essere volto a potenziare, riqualificare e promuovere il centro commerciale naturale che gli operatori sono riusciti a preservare nonostante la crisi dei consumi, la presenza della granbde distribuzione e l'annosa cronica carenza di parcheggi».