Pescara. Castiglione nel mirino della magistratura per una lettera inviata a un vice ministro albanese
Chiamatela segnalazione o spintarella, chiamatela raccomandazione o come volete, anche maldestra ingenuità: la magistratura dirà se c’è reato o meno, visto che esiste un’inchiesta in corso. Ma c’è sicuramente una lettera (sequestrata dalla Mobile) che sancisce nero su bianco l’interessamento del vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, finita sul web a scatenare tamburi e tamburelli: già, perché in essa Castiglione parla esplicitamente col vice ministro albanese Nora Malaj dell'Associazione pescarese di danza Rassjanka «per finalizzare una convenzione per definire una collaborazione di lunga durata nel campo della danza» con l’Accademia di Tirana. Associazione che fa capo alla compagna dello stesso Castiglione e che viene indicata nell’obiettivo di «sviluppare una fattiva collaborazione in ambito culturale. Penso, infatti, che la cultura rappresenti un importante fattore di sviluppo economico e auspico uno scambio di esperienze foriero di una crescita culturale reciproca che possa dare un contributo importante alle economie dei nostri Paesi». Castiglione, adesso, si schermisce e si stupisce del tam-tam mediatico innescato da internet con la pubblicazione della lettera stessa: «Non vedo qual è il problema: si tratta di una richiesta di gemellaggio senza alcun onere». Sì, ma c’è la carta intestata della Regione. «L’ho usata appunto perché non c’è nulla di poco chiaro. È tutto alla luce del sole». Ma questo non mette certo a riparo il vicepresidente dalla raffica di reazioni politiche con la scontatissima richiesta di dimissioni che naturalmente rinvia al mittente. Che sia stata perlomeno inopportuna, quella lettera, adesso lo pensano in molti. E Castiglione se la poteva risparmiare, proprio perché coinvolto. In un periodo in cui l’indice di gradimento della politica è ai minimi termini e la caccia a un’opportunità di lavoro è spietata e disperata, vedere che tra tanti uguali c’è qualcuno di "più uguale" sicuramente qualche problema lo crea. Un problema morale, o forse un problema politico, che prescinde dalle risultanze processuali. Chissà cosa ne pensano le altre associazioni di danza, le filodrammatiche o i dopolavoro che alla bisogna non sanno a che santo votarsi