Tagli dimezzati dopo un lungo braccio di ferro
Un pesce d’aprile così gli addetti alla pulizia della Gtm se lo ricorderanno per un pezzo. Il cambio di gestione fra le società che gestiscono l’appalto ha portato in "dote" ai lavoratori un taglio in busta paga perché la ditta subentrata ha deciso di ridurre del 20,44% il monte ore pur ricevendo dalla Gtm gli stessi soldi che percepiva l’impresa sostituita. Il cambio è avvenuto appunto il 1° aprile: il giorno prima i lavoratori, quasi tutti iscritti alla Fisascat/Cisl e alla Filcams/Cgil, si sono riuniti in assemblea dichiarando lo stato di agitazione e ipotizzando qualche forma di mobilitazione, finanche uno sciopero, cosa impossibile per i lavoratori perché il loro contratto è equiparato a quello delle categorie del pubblico impiego, per cui se avessero incrociato le braccia sarebbero finiti nei guai per interruzione di pubblico servizio. Solo dopo un duro confronto con l’azienda subentrata, la Colser di Parma, i sindacati sono riusciti a recuperare la metà delle ore perdute, per cui il taglio è stato ridotto al 10%. Ma tutte le altre iniziative restano in piedi, dallo stato di agitazione alla convocazione del prefetto Vincenzo D’Antuono. A ricostruire la vicenda è Lucio Cipollini: «L’appalto, che riguarda il servizio di pulizia, spostamento, rifornimento dei mezzi e mensa della Gtm, partiva dal 1° maggio 2011 per la durata di 4 anni, - così il segretario della Filcams - ed era stato attribuito alla Cofely Italia spa, la quale aveva assegnato l’esecuzione dei lavori alla Team Service scarl, garantendo i livelli occupazionali e le condizioni economiche e contrattuali preesistenti per un totale di 38 lavoratori. Lo stesso appalto è ora oggetto di un cambio di gestione dal 1° aprile 2012 ed è affidato alla Colser scarl di Parma. Pur rimanendo in vigore la stessa convenzione Consip, i medesimi servizi e condizioni economiche, la Colser aveva dichiarato la necessità di effettuare un taglio medio del 20,44 per cento del monte ore contrattuale, che siamo riusciti a recuperare in parte. Ci risulta che il cambio di gestione si era necessario a causa dei numerosi disservizi verificatisi nel corso dell’ultimo anno che hanno portato ad una serie di lamentele sia da parte degli autisti sia da parte degli utenti. La paventata riduzione degli orari porterebbe, oltre ad un peggioramento delle condizioni dei lavoratori, ulteriori disservizi per i passeggeri».