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Pescara, 11/04/2026
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Data: 03/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Personale, la riforma frena. Carpineta chiama i sindacati. Occupazione simbolica del Consiglio regionale a Pescara

PESCARA - Nessuna delibera è stata presentata ieri, in Giunta regionale, sulla riforma del personale dell’ente. L’assessore Federica Carpineta ha aperto ai sindacati per un tavolo di confronto sulla riforma. In realtà, non poteva fare altrimenti perchè la legge prevede che ci sia una concertazione con le parti sociali prima di avviare riforme di questo tipo, pena ricorsi. Ieri mattina una rappresentanza delle Rsu dei dipendenti della Giunta regionale ha occupato simbolicamente la sede del Consiglio regionale, a Pescara, per protestare contro la riforma. Le Rsu hanno incontrato il capogruppo Pd Camillo D'Alessandro e il senatore Giovanni Legnini..
A riunione di Giunta conclusa, la Carpineta ha inviato una lettera aperta ai sindacati: «Ho promosso un confronto con i sindacati per il 18 aprile. Credo sia giunto il momento della sfida positiva sulle migliori proposte. Il nostro Abruzzo ha bisogno di uscire dalla sua ingessatura burocratica per dare servizi di qualità. Deve essere una Regione moderna, flessibile ed efficiente, dove i lavoratori migliori vengono valorizzati per il loro impegno. Ci sono tantissimi dipendenti regionali preparati, volenterosi e bravi. Questa sfida può esser vinta solo facendo sì che gli interessi dei dipendenti regionali coincidano con gli interessi dei cittadini abruzzesi, che pagano le tasse anche per mantenere in piedi la macchina burocratica». Nel dettaglio: «La maggior preoccupazione che ho visto emergere da voi ha riguardato l'eliminazione della pianta organica di diritto per passare al fabbisogno. Questo vuol dire liberare risorse messe in bilancio e destinate altrimenti a rimanere bloccate, senza speranza di poterle mai utilizzare. Partiamo dal concreto: avendo oggi a disposizione determinate risorse umane e capacità di investimento anch'esse determinate, cosa possiamo fare per utilizzare al meglio queste risorse nel rispetto della dignità e delle aspirazioni di ciascuna lavoratrice e di ciascun lavoratore? Gli strumenti sono quelli della flessibilità nell'utilizzo delle risorse, destinandole dove meglio possono garantire apporto professionale e non dove possono essere soddisfatte esigenze clientelari o, peggio, intenzioni discriminatorie. A fondamento della riforma sono poi la trasparenza dei concorsi e la formazione del personale: due pilastri irrinunciabili».

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