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Pescara, 15/05/2026
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Data: 17/12/2006
Testata giornalistica: Il Messaggero
La polemica. La metro e Parigi: la "grandeur"
di Tempesta

Effettivamente i parigini hanno riservato un'accoglienza trionfale al ritorno delle tranvie che solcano i boulervars di Parigi, come ha fatto notare il sindaco Tempesta, mentre L'Aquila osteggia in tutti i modi la metropolitana di superficie.
Si tratta di un ritorno - osserva Tempesta - perché a Parigi le tranvie furono «cancellate nel 1937». All'Aquila, l'unica tranvia esistente: stazione ferroviaria (pardon, scalo ferroviario), via XX Settembre, piazza Duomo, fu "cancellata" nel 1922, sostituita da tre autobus di proprietà privata.
Certamente anche L'Aquila avrebbe potuto riservare un'accoglienza trionfale alla tanto contestata metropolitana di superficie, se il tracciato avesse escluso via Roma.
Così non è. Per cui quel che è vero per Parigi, e cioè che i nuovi mezzi «conciliano aspirazioni ecologiche e velocità dei trasporti, insieme al fatturato dei commercianti ed al benessere dei cittadini», non è neanche pensabile per L'Aquila.
Il tratto tanto contestato della tranvia aquilana - va detto chiaramente - si snoda su strade di dimensioni irrisorie (senza considerare il budello di via Roma), che nulla hanno a che vedere con i 24-30 metri di larghezza dei boulevards parigini.
Se Tempesta avesse guardato più attentamente alla passate glorie aquilane-parigine avrebbe solo ed unicamente scoperto che dalla Senna vennero, nei primi del Novecento, i "cacan" del "moulin rouge", adeguatamente ridotti, che furono le uniche effimere affinità che la nostra attuale dolorante città ebbe (mai più ripetute) con la scintillante capitale della "grandeur". Che Tempesta sogna, nostalgico com'è di De Gaulle che l'affermò in tutto il mondo. Ma il confronto, comunque lo si guardi, è fuori ogni immaginazione.

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