Il Comune nel 2011 non ha rispettato il patto di stabilità. Il collegio dei revisori non firma la relativa certificazione. L'amministrazione ora si trova allo sbando: niente assunzioni per tutto l'anno in corso e, per cominciare, restano a casa anche i 28 lavoratori a contratto trimestrale che avrebbero dovuto prendere servizio ieri, divieto di contrarre mutui, riduzione del 30% dello stipendio del sindaco e degli assessori. È grande e drammatica emergenza.
Paralisi di molti settori e servizi vitali dell'amministrazione. Umberto Di Primio attacca i revisori dei conti, mentre corre ai ripari, quelli possibili e oggi terrà una conferenza stampa. Mentre, per Luigi Febo (opposizione) sindaco e giunta «stanno portando la città sull'orlo del baratro». Qualunque sia la soluzione che si troverà, Chieti pagherà comunque una sanzione pesantissima: il blocco di assunzione di personale e di mutui. Ecco cosa è accaduto. L'ente entro il 31 marzo scorso doveva inviare alla Ragioneria generale dello Stato la certificazione di aver raggiunto gli obiettivi del patto di stabilità nel 2011. Cioè e in sostanza, l' esistenza dell'equilibrio tra entrate (correnti e in conto capitale) e spese (correnti e per investimento). La certificazione è stata firmata dal sindaco Di Primio e dal direttore di Ragioneria Rispoli, non dal collegio dei revisori. Questa terza firma è stata introdotta da un decreto di quest'anno, prima non era dovuta.
Secondo i revisori, sia pure per poche migliaia di euro, pare una quarantina, i parametri previsti per il rispetto del patto non sarebbero stati rispettati e quindi niente firma sul certificato. Dura la reazione del primo cittadino che ieri ha riunito d'urgenza la Giunta per una profonda riflessione sull'accaduto e per cercare di correre ai ripari. Dice di essere «molto dispiaciuto dell'atteggiamento avuto dai revisori dei conti». Sostiene che il divario tra entrate ed uscite «si aggira sui 12 mila euro, per cui una soluzione si troverà. Ma la loro mancata firma comunque, ci comporterà sanzioni pesantissime». Ieri dovevano entrare in servizio - avevano già firmato il contratto per tre mesi - 28 unità tra geometri e amministrativi. Dietrofront, devono restare a casa, mettendo in ginocchio diversi settori che vanno avanti soprattutto grazie a questo personale a tempo parziale. Allarme degli assessori, a cominciare dal vice sindaco e delegato proprio al personale Bruno Di Paolo. Pare che il blocco delle assunzioni non riguardi anche le società partecipate del Comune, come Teateservizi e Chieti Solidale. Soprattutto la prima che a giorni dovrebbe rinnovare il contratto a 25 interinali. In Comune si è certi che facendo alcune operazioni, si troveranno le condizioni per certificare il rispetto dei vincoli di stabilità. Operazioni e certificazioni da produrre a Roma entro trenta giorni. Ma, secondo gli esperti, il divieto di assumere personale e mutui, scatterà per legge. «E così la città si ferma. Oltre alla crisi economica e all'addizionale Irpef tra le più alte d'Italia - attacca il capogruppo di Chieti per Chieti Luigi Febo - i cittadini pagheranno le sanzioni del mancato adempimento. Il sindaco e la giunta, da amministratori irresponsabili quali si stanno dimostrando, atto dopo atto stanno portando la città sull'orlo del baratro. Di questo sono certo che i cittadini si stanno rendendo conto».