ROMA. «Le canne me le sono fatte, ma a scuola no. La prima canna verso la fine del liceo scientifico. Ero incapace di rollarle da sola e ho smesso rapidamente perché non mi sono molto divertita».
Così la leader della Cgil, Susanna Camusso, a “Un giorno da pecora” su Radio2.
«Mi sentivo un po’ più allegra», aggiunge ma «non è che mi facessero un grande effetto». In ogni caso, sottolinea la leader della Cgil, non è che dalle canne poi si «passa alla droga pesante». La Camusso ha anche invitato i giovani a non fumare spinelli.
Resta, comunque, il vizio delle sigarette: «Ne fumo circa un pacchetto al giorno». Il segretario della Cgil ha anche affermato che «sotto la doccia non canto, di solito ascolto la rassegna stampa».
La leader della Cgil ha anche ammesso che «il primo sciopero è come il primo amore, non si scorda mai. Il primo che ho fatto è stato uno sciopero sulle pensioni, era il 1969. Ero Milano, avevo appena iniziato il liceo. Era la prima manifestazione, è stata una cosa gioiosa, avevo appena iniziato il liceo». E alla domanda su quale sia lo slogan più bello di sempre, la Camusso ha risposto: «io sono mia è un bello slogan».
Nel corso della trasmissione radiofonica, la Camusso ha aggiunto che l’oscar del «più permaloso» va al leader della Cisl, Raffaele Bonanni. La segretaria generale della Cgil, sorridendo, si è rifiutata di dare un giudizio su chi, tra Bonanni e il leader della Uil, Luigi Angeletti, sia l’uomo più attraente. «Se rispondo l’uno, si offende l’altro», spiega. Ma chi si offende di più? «Bonanni», risponde sicura la Camusso.
Alla domanda se Angeletti sia tra i due esponenti sindacali il più “governativo”, replica con una battuta: «Il più concertativo».
Una donna dopo il presidente Giorgio Napolitano? Al Quirinale «non sono interessata, mi piacerebbe vedere Anna Finocchiaro», sostiene riferendosi all’attuale capogruppo del Partito democratico al Senato.
Sulla riforma del mercato del lavoro «mi auguro che il Parlamento ascolti il Paese, ci sono molte iniziative che dicono che la stagione attuale non può tradursi in una mancata tutela dei lavoratori. Quando dicono che in Italia non si può licenziare», ha aggiunto la Camusso, «basta guardare i dati Istat di oggi per capire che non è così».
E in fine un affondo sul tema degli scioperi: «Direi che in questi giorni stanno funzionando. E’ un’arma che riguarda i luoghi di lavoro più aggregati. Chi dice che lo sciopero sia un’arma vecchia», conclude la leader della Cgil, «spesso lo dice perché non vuole scioperi all’interno dei luoghi di lavoro».