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Pescara, 09/04/2026
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04/04/2012
Il Mattino
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Il Cstp scompare, scontro sulle responsabilità.
Vetrella: colpa della vecchia gestione e non della Regione. D’Acunto: tagli enormi, vergogna |
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Cstp, riprende il servizio ma la normalità è solo apparente. «Vedere i pullman in circolazione è già un sollievo ma non nascondiamoci dietro un dito: la situazione sta precipitando». Ore 13,30, piazza Vittorio Veneto. Tra le cinquanta persone in attesa del bus a due passi dalla stazione ferroviaria, Tiziana Napodano sembra quella più sconsolata. La crisi del Cstp è ormai sulla bocca di tutti. A qualsiasi fermata del capoluogo si prende contatto con un forte senso di incertezza. «Siamo allo sbaraglio totale, sul sito web dell'azienda non c'è alcuna informazione sugli orari delle linee e la disponibilità del servizio alla luce di quanto sta accadendo: per un pendolare svegliarsi la mattina senza sapere se il pullman passerà è come vivere un incubo» sospira Tiziana, diretta a Mercato San Severino. Tra corse dimezzate e orari saltati si apre la seconda settimana di fuoco per gli utenti salernitani del Cstp. Lo stop ai bus è per fortuna solo un lontano ricordo. Da ieri autobus di nuovo in movimento dopo i primi spiragli del week end. Ma è solo un freno all'emergenza. L'assillo dei disagi investe infatti l'utenza per tutta la giornata: la circolazione dei mezzi contiene a stento la rabbia dei passeggeri costretti a fare i conti con una drastica riduzione delle corse. Per non parlare dei tempi di attesa piombati come una scure sul capo dei poveri utenti. «Devo andare all'ospedale di Battipaglia per prestare un servizio di volontariato - dichiara Giovanni Apicella - se salta una corsa è un dramma: ho sottoscritto un abbonamento che rischia di diventare una spesa inutile se la situazione dell'azienda non trova uno sblocco risolutivo». Passano solo due pullman fuori servizio, mentre tra le persone c'è chi sembra aver perso ormai le speranze. «Devo andare a Cava dei Tirreni - dichiara Sonia Tamara - non vedo bus in arrivo, devo ripiegare su un'altra soluzione...». «Non sono stati rispettati gli orari, è un inferno: i bus che viaggiano sono davvero pochi» sbotta Enza Rotondo, bloccata da più di un'ora e mezza alla fermata di piazza Vittorio Veneto. «Devo andare all'università - continua Enza - ditemi come devo fare, a chi devo chiedere il passaggio? A chi devo dare la colpa di questa situazione? Ho saltato due ore di corso e forse ne perderò altre, è assurdo». È proprio il disagio degli studenti pendolari ad accendere la seconda settimana di crisi del Cstp: sempre ieri mattina sono spuntate a raffica le segnalazioni di corse saltate in direzione campus di Fisciano. «Il pullman della linea 27 è passato con quasi un'ora di ritardo, se non raggiungo in tempo l'università perderò lezione» dichiara Raffaele, studente di ingegneria, bloccato con altri due compagni alla fermata di via Luigi Guercio. Sono loro a pagare il prezzo più pesante dei problemi piovuti sull'azienda di trasporto pubblico salernitano. «È diventata una scommessa salire regolarmente sul pullman - ammette Francesca D'Elia, anche lei studentessa - per chi come me non è motorizzato questi giorni di impasse sono a dir poco frustranti». Poco dopo, a piazza Caduti di Brescia, zona Pastena, un'autentica levata di scudi. «Non passa un bus da un'ora - dichiara Enzo Antonini - si doveva garantire un servizio minimo di trasporto, non è stato così».
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