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Pescara, 11/04/2026
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Data: 04/04/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Articolo 18, Monti accelera per l'intesa Uil: "Fornero va licenziata per giusta causa"

ROMA - È la prima delle giornate che vengono considerate decisive per arrivare a un accordo tra i partiti della maggioranza, e tra loro e il governo, per varare la riforma del lavoro. Nel tardo pomeriggio c'è stato l'incontro non in programma tra il premier Mario Monti e il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine del quale, con l'arrivo di Alfano e Casini, è iniziato un vertice di maggioranza. Sul tavolo le proposte per arrivare a un accordo in Parlamento sulla modifica dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, diventata l'ostacolo principale sulla via della riforma.

Bersani, a quanto si apprende, avrebbe mantenuto il punto sulla questione della possibilità del reintegro per i licenziamenti per motivi economici, rilanciando il modello tedesco; da parte sua Monti si sarebbe mostrato disponibile ad accogliere qualche modifica sull'articolo 18 se ci sarà un accordo tra le forze politiche della maggioranza e purché non si snaturi la riforma predisposta dal governo. Fonti del Pd parlano di passi avanti.

SPECIALE La riforma del lavoro 1

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, aveva detto in mattinata che "dal suo punto di vista" il ddl di riforma è praticamente fatto: "Spero sia pronto al massimo per domani mattina", ha detto, aggiungendo che di alcuni aspetti si dovrà ancora parlare con il premier Mario Monti. Contro la Fornero si è schierato il segretario della Uil, Luigi Angeletti: "La vicenda dell'articolo 18, così come la vicenda degli esodati, sono fondati motivi per il licenziamento del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, per giusta causa", ha detto ai microfoni di SkyTg24.

"L'epoca della concertazione è finita nel bene e nel male", ha sottolineato il leader della Uil e parlando della trattativa sulla riforma ha spiegato che i sindacati hanno compiuto "generosi sforzi di fare la concertazione": "Noi avevamo una fondata fiducia sul fatto che il governo avesse la capacità di affrontare l'emergenza economica e non solo finanziaria - ha aggiunto - ed eravamo convinti che bisognava avere fiducia e un comportamento collaborativo, non pregiudizialmente ostile. Però abbiamo visto che il prodotto di questa politica, ammesso che abbia risanato il bilancio dello Stato, ha dato una spinta verso la recessione".

Monti in cerca di mediazione. Una posizione critica che unita a quelle già espresse da Cisl e Ugl dimostra che su certe questioni la Cgil è tutt'altro che isolata in un fronte che include anche la Cei. Del resto è sull'articolo 18 che il centrosinistra, attraverso il cosiddetto Lodo Bersani, si attende la mediazione per salvare la riforma e l'esperienza della maggioranza che sostiene Monti. Il premier deve tener conto, tra l'altro, anche del fronte interno al governo che spinge per ammorbidire il testo della Fornero. Ci sono i ministri Fabrizio Barca, Renato Balduzzi e Corrado Passera; e quelli vicini alle istanze segnalate dalla Chiesa, come Andrea Riccardi e Lorenzo Ornaghi, sensibili alla posizione critica dei vescovi 2 sull'articolo 18.

Toni più distesi. Il premier, però, apprezza il clima migliore 3 dentro la sua maggioranza. Le parole distensive di Bersani cui hanno hanno fatto eco quelle di Alfano 4 e Casini. "Una buona riforma - aveva detto ieri Bersani 5 - se si corregge qualche aspetto". Il segretario del Pd ha voluto aprire tutti possibili spiragli per evitare che il disegno di legge vada a impantanarsi nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. È sicuro che "un'intesa sia vicina", basta ricorrere a un "po' di senso di equilibrio". E si è detto pronto a mettere sul tavolo della trattativa alcune delle richieste del Pdl sulla "flessibilità in entrata": "soprattutto se si tratta di alleggerire un certo carico burocratico".

Sarebbe la contropartita del Pd se il Pdl acccetterà la possibilità di reintegro anche nei casi di licenziamenti economici. Altre ipotesi di modifica in discussione riguardano le misure per limitare i possibili abusi da parte delle aziende, lasciando più spazio ai giudici e alla conciliazione.

L'intervento di Napolitano. "Il disegno di legge sarà presentato da qui a qualche giorno", aveva detto il presidente Napolitano 6 ieri. "Domani sera vedrò qual è lo stato dell'arte - ha detto oggi il capo dello Stato - perché il presidente del Consiglio doveva esaminare il progetto preparato dal ministro Fornero e altri membri del governo e vedrà se è pronto per sottoporlo alla mia firma che è soltanto di autorizzazione alla presentazione del disegno di legge in Parlamento".

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