La via pedonale invece tappezzata di volantini a favore del filobus
PESCARA. Ore 11: parte il finto filobus. Diciotto metri di impalcature in ferro ricoperte di cartoni attraversano l'ex tracciato ferroviario e poi via Muzii, viale Regina Margherita fino a piazza Salotto. Davanti alla riproduzione in grandezza naturale della sagoma del futuro mezzo pubblico, il corteo. Duecento cittadini, a detta degli organizzatori - un centinaio, secondo le forze dell'ordine - invadono il centro per urlare ancora una volta il loro no alla realizzazione della filovia sulla strada parco.
Alla manifestazione, organizzata dall'Associazione strada parco, insieme a gruppi e comitati cittadini di Pescara e Montesilvano, erano stati invitati anche i politici.
DEL TURCO ASSENTE. Ma si sono presentati in pochi. Il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, che durante la sua campagna elettorale, nel 2005, si era detto favorevole a bloccare il progetto per mantenere la strada parco pedonalizzata, era assente. Il sindaco, Luciano D'Alfonso, invece, si è presentato a sorpresa durante il sit-in dei manifestanti in piazza Salotto. Dopo il suo rifiuto ad intervenire sul palco per difendere il suo ruolo istituzionale, che non gli consente di esprimere giudizi su un appalto, come quello della filovia, non di competenza della sua amministrazione, D'Alfonso accerchiato da decine di cittadini si è visto costretto a rispondere ad alcune domande. «Su questo argomento non possono decidere né il sindaco e né il prefetto» ha spiegato «ma solo il consiglio comunale. Mi risulta che la stragrande maggioranza dei consiglieri è favorevole al progetto della filovia». D'Alfonso ha quindi concluso con una promessa: «Favorirò l'occasione di un confronto».
Tra i politici che hanno preso parte alla protesta c'erano gli assessori, Edoardo De Blasio e Tommaso Di Biase (Rifondazione comunista), Carmine Ciofani (Margherita); i consiglieri provinciali e comunali, Aurelio Giammorretti (Margherita), Mauro Novelli e Davide Pace (Ds), Carlo Sprecacenere (Psdi) e Lorenzo Di Santo, segretario di Rifondazione.
CORTEO PER LE STRADE. Ma ieri i protagonisti sono stati i cittadini. Quelli che hanno trasportato per tre chilometri, dalla strada parco a piazza Salotto, la pesante riproduzione del filobus e coloro che hanno rinunciato allo shopping di Natale per seguire il corteo per le strade del centro con fischietti e cartelli. «Abbiamo riprodotto la sagoma di ingombro del filobus» ha detto il presidente dell'Associazione strada parco, Mario Sorgentone «per dimostrare che cosa accadrà quando il futuro mezzo pubblico, lungo 18 metri e largo 3 e mezzo, circolerà nel traffico della città. Spenderanno 31 milioni di euro per una gabbia di pali, archi in ferro e cavi sospesi».
«Non è vero che è tutto pregiudicato» ha riferito Giammorretti «siamo ancora in tempo per fermare il progetto. Ho chiesto, in proposito, un incontro al ministro dei Trasporti, Bianchi». «Quando i soldi vengono utilizzati male, è meglio non spenderli» ha osservato l'assessore De Blasio «faccio presente che la filovia dividerà Pescara in due come ai tempi della ferrovia». «Il progetto deve essere ripensato, perché la viabilità di questa città va ripensata», ha fatto notare Pace. «La strada parco non deve essere invasa da un mostro che spacca in due la città», ha aggiunto Sprecacenere.
SPUNTANO I VOLANTINI. La manifestazione è però cominciata con una nota polemica. Nella notte tra sabato e domenica qualcuno ha provveduto a tappezzare la strada parco di volantini con la scritta «Io non li pago 15 milioni di penale». Il riferimento è all'eventuale risarcimento che potrebbe essere richiesto dalla ditta vincitrice dell'appalto in caso di uno stop alla realizzazione della filovia. «Hanno tentato di sabotare la protesta, ma non ci sono riusciti» ha commentato Sorgentone «mi piacerebbe sapere chi ha avuto interesse a fare un'azione del genere spendendo qualche migliaio di euro». Infine in piazza Salotto, all'arrivo del finto filobus, si è registrato un momento di tensione. Il consigliere dei Ds, Glauco Torlontano, csostenitore del progetto della filovia per combattere l'inquinamento, ha contestato i manifestanti. «Non potete fare così», ha urlato.