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Pescara, 09/04/2026
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Data: 05/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il venerdì di passione dell’Aquila. Cerimonie religiose e laiche per ricordare le vittime del sisma. A Roio saranno piantati 309 alberi nel bosco della memoria

L’AQUILA Certe ferite non si rimarginano mai e in questi giorni le fragilità e le insicurezze di una città ancora ripiegata su se stessa vengono a galla in maniera ancora più dolorosa e profonda. Tre anni fa nella giornata odierna cadeva la Domenica delle Palme, mentre il lunedì che introduceva alle celebrazioni per la settimana si trasformò nel giorno che nessun aquilano avrebbe mai più dimenticato. Domani, anniversario del terremoto che in poco più di venti secondi ha raso al suolo L'Aquila e diversi paesi dell'hinterland, il giorno della memoria coinciderà con la commemorazione del Venerdì Santo: un venerdì di passione per tutti, credenti e meno devoti. Tutti avranno modo di riflettere e poter ricordare, sia con le celebrazioni eucaristiche che si svolgeranno a partire da quest'oggi nella chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo e domani sera a San Bernardino, da dove partirà la processione del Cristo Morto, sia con concerti di musica classica e con convegni sulla sicurezza sismica come quello organizzato dalla Onlus «6 aprile per la vita», al quale dovrebbe partecipare, domani, anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli. La celebrazione diocesana della Messa in Coena Domini, con il Rito della Lavanda dei Piedi a dodici familiari delle vittime, anziché nella Basilica di Collemaggio avrà luogo, con inizio alle ore 21.30, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio in Piazza Duomo. Alla celebrazione seguirà la Veglia all’Altare della Reposizione, inizialmente in forma silenziosa, e a partire dalle ore 24, fino ad arrivare alle 3.32, con l’animazione di gruppi e comunità ecclesiali, e presieduta dal vescovo ausiliare monsignor Giovanni D’Ercole. Il 31 marzo scorso le agenzie di stampa avevano annunciato per la giornata odierna anche la presenza del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti. Il momento in cui il cuore di tutti non potrà che correre al tragico ricordo di tre anni fa ci sarà stasera, con la partenza attorno a mezzanotte, dalla Fontana Luminosa, della fiaccolata per commemorare le 309 vittime della furia del sisma. Una processione silenziosa e composta, come nelle precedenti occasioni, che si concluderà in Piazza Duomo dove alle 3.32 la lettura dei nomi di chi non c'è più e i rintocchi delle campane rinverdiranno il ricordo di una tragedia indelebile come un tatuaggio sul cuore di una comunità unita dal dolore. Per due ore, dalle 9.30 alle 11.30, è stato dichiarato il lutto cittadino e la chiusura di uffici pubblici ed esercizi commerciali per la giornata di domani mentre alle 18.45 nella Basilica di Collemaggio, monumento simbolo di una città ferma a tre anni fa, si terrà il concerto in memoria delle vittime del terremoto, con i Solisti dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo del Teatro alla Scala e il coro del Conservatorio «Casella» dell'Aquila. In mattinata, con grande senso evocativo, nell'auditorium Carispaq il Consiglio nazionale degli ingegneri si riunirà in maniera straordinaria per parlare di sicurezza e ricostruzione. La memoria può essere coltivata tanto spiritualmente quanto praticamente. Con questo spirito è stato presentato il progetto del «Bosco della memoria». Il ricordo si lega, inoltre, alla speranza della rinascita, simboleggiata dai 309 alberi che, verosimilmente tra maggio e giungo, verranno piantumati su Colle Roio, nei pressi della Facoltà di Ingegneria, dove è stato registrato l’epicentro del terremoto del 6 aprile 2009. Diecimila i metri quadrati del Bosco del Ricordo in cui verranno piantumate specie forestali autoctone e che verranno disposte in sei gruppi intervallati da radure, in modo da richiamare le sembianze tipiche del lucus romano e conferire all’area la dovuta sacralità. Cinque i viali commemorativi che attraverseranno il bosco. Parte del sito sarà inoltre delimitata dalle macerie provenienti dai crolli di Roio mentre per i vialetti saranno utilizzati ciottoli di varie dimensioni provenienti dalla macerie portate alla Teges, sito dove vengono depositati i detriti derivanti dai crolli. Qualche giorno fa qualcuno ha lanciato la proposta di una «tregua elettorale», almeno nei giorni del dolore: un appello che sembra sia stato recepito da tutti. Di tempo per le promesse elettorali e le accuse incrociate, fino all’appuntamento con le urne del 6 e 7 maggio prossimi, ce n'è ancora abbastanza e c'è da scommetterci che, una volta passata la Pasqua, le sensazioni di vicinanza e fratellanza di questi giorni lasceranno, purtroppo, spazio a sentimenti meno nobili.

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